REGNO UNITO

L’Italia tenta di salvare
il piccolo Alfie

 

Il giudice dell’Alta Corte Britannica ha ordinato di staccare la spina ad Anthony Hayden, due anni a maggio, così come aveva fatto lo scorso anno con il piccolo Charlie Gard. Il tragico copione sembra ripetersi: i genitori Kate James e Tom Evans (nella foto) si erano opposti invano alla decisione dei medici dell’Alder Hay Children’s di Liverpool, confermata dai magistrati britannici. E anche stavolta dal nostro Paese è partito il tentativo di salvare la vita del bambino.

Anthony Hayden è affetto da una malattia neuro-degeneratica sconosciuta, dal quale secondo i medici inglesi non c’è possibilità di guarigione. Tuttavia l’ospedale pediatrico di eccellenza Bambino Gesù, accogliendo l’appello di Papa Francesco a favore del mantenimento in vita di Hayden, si è proposto di assisterlo. E il Governo italiano ha offerto la cittadinanza italiana al bambino per rendere più agevole il trasferimento nel nostro Paese. Nel precedente caso di Gard ci si era perso troppo tempo e la possibilità di portarlo a Roma non si era potuta concretizzare.

I genitori di Alfie Evans ora sperano e rilanciano la richiesta di trasferimento da Liverpool all’ospedale italiano, alla luce della capacità di respirazione autonoma mostrata dopo il distacco dai macchinari. Lo anticipa una portavoce del Christian Legal Centre, che li assiste dal punto di vista legale, in contemporanea con l’avvio a Manchester della nuova udienza sul caso, convocata dopo gli ultimi sviluppi per oggi alle ore 16.30 (ora italiana). Davanti al giudice Anthony Hayden, firmatario nei giorni scorsi del verdetto di via libera a staccare la spina al piccolo Alfie Evans, compariranno i rappresentanti legali di tutte le parti, inclusa la famiglia e l’ospedale di Liverpool.

Intanto Alfie prosegue la sua battaglia per la vita: ha continuato a respirare nel suo lettino, fra la braccia di mamma Kate, anche senza l’ausilio del ventilatore meccanico. Ed è andato avanti «per oltre nove ore», come in mattinata ha raccontato il padre dinanzi a circa 200 manifestanti e attivisti che seguitano a sostenerne la battaglia di fronte all’ospedale di Liverpool, sorvegliati da decine di poliziotti. Gli stessi medici – ha detto Tom Evans – sono rimasti «esterrefatti». Dopo sei ore, durante le quali al bambino erano mancati pure acqua e cibo, che non è in grado di ricevere senza assistenza esterna, lo staff medico ha quindi deciso di tornare a idratarlo.

Poco dopo è stato ripristinato l’ossigeno, seppure per ora solo tramite bombole. Uno sviluppo che ha ridato fiato alla battaglia. «Ad Alfie è stato assicurato l’ossigeno e l’acqua! E’ sorprendente. Non importa cosa accadrà, ha già dimostrato che i medici si sbagliano», ha scritto su Facebook la mamma dando conto della novità. «Dicevano che stava soffrendo, invece non soffre anche senza respiratore», ha detto papà Tom. L’ospedale intanto tace invocando «la privacy della famiglia», ma appare in imbarazzo: ancora ieri sera aveva annunciato un bollettino per stamane, poi annullato.

Il destino Anthony Hayden resta dunque nelle mani del giudice e del governo inglese. La concessione della cittadinanza ad Alfie dà all’Italia il diritto d’essere ascoltata, attraverso canali politici, diplomatici e legali. Ma non cancella il fatto che il bimbo rimanga anche cittadino britannico. Ricoverato in un ospedale nel territorio dell’isola e soggetto a sentenze emesse da corti di Sua Maestà.

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