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UCRAINA

Kherson è libera.
La guerra ad una possibile svolta

Kherson torna Ucraina e la guerra è forse ad una svolta

 

La città Kherson è stata liberata. Dal 13 marzo 2022 era nelle mani delle Forze armate russe. È una grande vittoria per gli Ucraini che potrebbe diventare un punto di svolta nella guerra.

La popolazione di Kherson accoglie festante l'esercito ucrainoEra da settembre che l’esercito ucraino premeva sul fronte meridionale, piccoli colpi all’inizio per poi diventare un vero e proprio rullo compressore che ha obbligato le forze armate russe a ritirarsi aldilà del fiume Dniepr.

Inutile sottolineare che l’iniziativa è oramai saldamente nelle mani di Kiev. Ma a questo punto la bussola dei negoziati potrebbe riprendere a girare in maniera corretta, puntando il suo ago verso la pace. Oggi Zelensky ha un’arma in più da usare. Quella della trattativa diplomatica.

È indubbio che l’Unione Europea e gli Stati Uniti abbiano salutato questo successo con una certa soddisfazione. La strategia di fornire armi agli Ucraini per potersi difendere ha prodotto i suoi frutti.

Il ritiro dei Russi da Kherson ha ratificato le scelte politiche e strategiche di tutto l’Occidente libero mettendo in seria difficoltà la leadership di Putin.

L’incontro tra Baiden e Xi Ginping al G20 di Bali

L'incontro tra Joe Baiden e Xi Ginping al G20 di BaliAl G20 di Bali Joe Biden si è incontrato in un bilaterale con Xi Ginping. I presidenti di Usa e Cina hanno ribadito il no dell’uso di armi nucleari.

Ecco i due uomini più potenti della Terra si stanno parlando. È uno spiraglio per tornare alle trattative? Potrebbe.

Se gli Usa faranno pressione su Zelensky la matassa potrebbe cominciare a districarsi. È chiaro che la partita si giocherebbe sul Donbass, dove nessuno dei due contendenti intende rinunciare alla sovranità territoriale.

Il ripristino dell’integrità territoriale dell’Ucraina richiesta da Kiev potrebbe forse concretizzarsi in un’enclave sotto controllo Onu? Oppure un’autonomia bi-linguistica tipo il Trentino Alto Adige/Sud Tirol.

Le opportunità per far tacere i cannoni e fermare la sciagurata guerra ci sono. L’ipotesi di una road map che porti a silenziare le armi è possibile.

Per prima cosa sarebbe necessaria una tregua su tutto il fronte, poi i colloqui. La Cina potrebbe offrire Pechino come sede delle trattative, vista la sua equidistanza politica dai contendenti.

Se all’inizio delle ostilità i Cinesi erano dalla parte di Putin, oggi si sono resi conto che la guerra sta danneggiando anche loro. La crisi energetica, sta diventando mondiale e soprattutto travolge tutte le nazioni «emergenti» India compresa.

La posta in gioco è quindi altissima e l’Occidente deve fare la sua parte. Adesso c’è bisogno di un dialogo. Non possiamo permetterci più questa guerra infinita.

I falchi di Mosca sono sempre in agguato e, inutile nasconderlo, lo spettro del ricorso all’arma nucleare ancora aleggia nelle stanze del Cremlino e una Russia sconfitta ed umiliata potrebbe pensare di usarla.

Kherson è tornata libera. Potrebbe essere l’inizio della fine della guerra.

Massimiliano Burri

 

 

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