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La via cinese
per un mondo multipolare

Fabio Massimo Parenti, La via cinese, Meltemi editore

 

Nel recente viaggio in Europa il presidente americano Joe Biden ha richiamato gli alleati ad un’atteggiamento più fermo nei confronti della Cina. Anche se con toni diversi da quelli del suo predecessore, il nuovo inquilino della Casa Bianca ha ribadito a chiare lettere che Pechino è considerato il nemico strategico e che gli europei devono fare la loro parte nel contrasto alla crescita del gigante asiatico.

Studenti cinesiMa gli interessi degli Usa e quelli dell’Europa non coincidono. In un mondo che si avvia ad essere sempre più multipolare e nel quale la primazia degli Usa è destinata a non essere più assoluta, il Vecchio Continente deve assumere un’atteggiamento indipendente, osservando e giudicando la Cina in base alle proprie convenienze, agli accordi siglati, al rapporto bilaterale con l’Unione europea.

Al di là dei luoghi comuni che i mezzi di comunicazione di massa a trazione anglosassone diffondono, è pertanto opportuno approfondire la conoscenza di cosa è e cosa sta succedendo nel paese che vanta il 18,5% della popolazione mondiale, che dal 2014 è divenuto la prima economia del pianeta a parità di potere d’acquisto, e dal 2010-2011 è il primo produttore manifatturiero e il primo partner commerciale del maggior numero di nazioni al mondo.

Il libro di Fabio Massimo Parenti, La via cinese. Sfida per un futuro condiviso, edito da Meltemi, costituisce un punto di partenza per comprendere il nuovo ruolo che il paese asiatico ricopre nella geografia del potere mondiale, la sua strutturazione interna, nonché i concetti chiave che ispirano la sua politica estera.

Scopriamo così che il «socialismo con caratteristiche cinesi», ha poco a che fare con il comunismo europeo di matrice sovietica, e si è sviluppato in continuità storica, filosofica e pratica con la tradizione confuciana, taoista e buddista. Che la società cinese non è una prigione e che i cittadini comuni sostengono il loro governo.

«Con uno straordinario aumento dello status sociale e della ricchezza individuale di molti cittadini cinesi – si legge nella prefazione a La via cinese – è emerso anche un crescente senso di patriottismo». Ed è «un patriottismo sano, non un nazionalismo distruttivo».

Così come la proiezione estera di Pechino differisce radicalmente da quella statunitense, improntata sull’ingerenza sistematica negli affari interni degli altri paesi e sull’uso delle armi, per assorbire le crisi di sovraccumulazione e per aprire nuovi spazi commerciali.

Cresce il Beijing Consensus

La proiezione estera di Pechino, che Fabio Massimo Parenti definisce «globalizzazione con caratteristiche cinesi», mira ad un rapporto win-win con i propri partner. Il Beijing Consensus si espande attraverso strategie di investimento e di cooperazione volte allo sviluppo di aree depresse, alla stabilizzazione di regioni strategiche e al collegamento più efficiente tra diverse regioni del mondo.

Il piano di investimento più importante è la Belt and Road Initiative (Bri), la cosiddetta nuova via della Seta, nelle due forme marittima e terrestre.

I progetti avviati dalla Cina hanno già realizzato infrastrutture importanti nelle regioni più povere dell’Africa e dell’Asia, creando – invece delle basi militari Usa sparse per il mondo – basi materiali per lo sviluppo economico e il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni.

Proprio in relazione alla crescente influenza cinese in Africa, nel recente G20 ha fatto capolino per la prima volta l’ammissione dei limiti dell’approccio neocolonialista europeo – in particolare francese–, verso il Continente Nero. E nell’ambito delle iniziative della presidenza italiana il ministro degli Esteri Luigi di Maio si è affrettato ad annunciare una conferenza per l’Africa in calendario per il prossimo ottobre.

Dopo aver ricordato le pressioni statunitensi sulla Ue e sull’Italia, Fabio Massimo Parenti conclude La via cinese disegnando tre possibili scenari futuri nei rapporti internazionali del dopo pandemia: uno scenario da terza guerra mondiale determinato da un approccio sempre più aggressivo degli Usa verso Cina e Russia; una contrapposizione bipolare da guerra fredda; e un poco probabile, almeno a medio termine, scenario pacifico con il consolidamento del consenso verso Pechino e un accettazione internazionale del suo nuovo ruolo nel panorama geopolitico mondiale.

La Cina è dunque un argomento di grande attualità e nuovi titoli già stanno raggiungendo gli scaffali delle librerie. Accanto a La via cinese, consigliamo intanto la lettura di un agile volumetto uscito nel 2019. Si tratta di Guerra Digitale scritto da Francesca e Luca Balestrieri, nel quale si illustra la competizione Usa-Cina per la leadership tecnologica.

5G, intelligenza artificiale, internet delle cose, automazione intelligente e adozione di tecniche quantistiche per il computing sono infatti tutte tecnologie interdipendenti che daranno vita in un futuro ormai prossimo ad una nuova rivoluzione digitale in grado di condizionare non poco la geopolitica mondiale.

Vincenzo Fratta

 

 

 

Fabio Massimo Parenti, La via cinese, Meltemi editore

 

Fabio Massimo Parenti
La via cinese
Meltemi, pp.153