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BRASILE

La Vale condannata
per il disastro di Brumadinho

 

La società mineraria Vale, considerata responsabile del disastro che il 25 gennaio scorso colpì la località di Brumadinho nello Stato di Minas Gerais, ha subito il 9 luglio la prima condanna per i danni causati alle persone, all’ambiente e alle attività economiche della regione interessata.

La rottura dello sbarramento di contenimento Córrego do Feijão provocò il rovesciamento sulla zona sottostante di un fiume di fango misto a residui minerali, che distrusse le abitazioni incontrate sul suo percorso comprese alcune installazioni della stessa azienda. I morti accertati furono 248, mentre 22 persone risultano ancora disperse.

I giudici non hanno ancora quantificato la portata complessiva del risarcimento, confermando per il momento il blocco di 11 miliardi di Reais, sequestrati come misura precauzionale alla società mineraria subito dopo il disastro. Lo Stato di Minas Gerais ha attinto al patrimonio bloccato anche per sostenere i costi delle perizie e degli interventi tecnici, nonché per i lavori di ricerca delle vittime.

Gli avvocati della Vale avevano chiesto la sostituzione dell’intera somma con forme di garanzia bancaria. Il giudice gli ha però concesso detta trasformazione soltanto per metà dell’importo, ricordando che nel 2018 l’impresa ha guadagnato 25 milioni di Reais e che pertanto il valore bloccato, equivalente a sei mesi di attività dell’impresa mineraria, non pregiudica certo il suo futuro.

Il tribunale ha comunque riconosciuto la collaborazione della Vale nei procedimenti in corso e la sua disponibilità a congrui e veloci risarcimenti per i danni causati alle famiglie, alle infrastrutture degli insediamenti della zona e all’ambiente.

Intanto il Tribunale Regionale del Lavoro di Minas Gerais ha provveduto al blocco di 1,6 miliardi di Reais della Vale da destinare agli indennizzi dei lavoratori della società mineraria, o delle loro famiglie, coinvolti nel disastro di Brumadinho.

Vincenzo Fratta

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