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Pechino non rinuncia
a modernizzare il suo arsenale

La Cina modernizzerà il suo arsenale nucleare

 

Le autorità di Pechino hanno annunciato che la Cina continuerà a modernizzare il proprio arsenale nucleare per motivi di sicurezza nazionale e ha invitato gli Stati Uniti e la Russia a ridurre i loro depositi nucleari.

La Centrale nucleare cinese di Tihange

L’annuncio è stato dato da Fu Cong, il direttore del controllo degli armamenti del ministero degli Esteri cinese, che ha anche smentito la notizia che Pechino intenda aumentare le proprie capacità nucleari perché «Washington e Mosca possiedono ancora il 90% delle testate nucleari al mondo».

Cong ha sottolineato che non è intenzione della Cina essere al prima ad utilizzare questo tipo di arma ma solo «mantenere la propria capacità nucleare al livello minimo richiesto per garantire la sicurezza nazionale».

Le dichiarazioni del funzionario cinese arrivano appena 24 ore dopo che i capi di Stato e di governo dei cinque membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu (Usa, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna) si sono dichiarati disponibili a lavorare «per mettere in atto un ambiente di sicurezza che permetta ulteriori progressi in materia di disarmo».

Tramite una dichiarazione congiunta i cinque paesi usciti vincitori dalla II Guerra mondiale hanno rilanciato l’impegno pronunciato da Ronald Reagan e Michail Gorbaciov nel 1985, quando di fatto posero fine alla Guerra Fredda gettando le basi per il ridimensionamento degli arsenali di Stati Uniti e Unione Sovietica.

Nel 1970 il trattato di non proliferazione

Nell’occasione i due capi di Stato affermarono «che una guerra nucleare non può essere vinta e non dovrà mai essere combattuta».

Con questa dichiarazione le cinque potenze si impegnano quindi a «prevenire l’ulteriore diffusione» delle armi nucleari e di distruzione di massa, in vista della conferenza sul Trattato di non proliferazione (Npt).

Gli incontri si sarebbero dovuti svolgere a New York questo mese, ma i vertici del Palazzo di Vetro hanno deciso di rinviare a data da destinare per motivi di sicurezza legati alla situazione della pandemia.

Il trattato risale al 1970 e ne 1995 è stato esteso a tempo indeterminato. Vi hanno aderito 191 Paesi. Gli Stati senza armi nucleari si sono impegnati a non costruirle, e in cambio le grandi potenze si impegnarono per un graduale disarmo, anche se India, Pakistan e Corea del Nord hanno esplicitamente ammesso di possedere o aver testato armi nucleari, mentre Israele sarebbe in possesso di almeno 200 bombe atomiche pur non avendolo mai confermato.

Fabrizio Di Ernesto

 

 

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