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Comincia oggi l’era
di Joe Biden

Comincia oggi l'era di Joe Biden e Kamala Harris

 

Si apre oggi, nel pomeriggio italiano, l’era di Joe Biden il nuovo presidente statunitense che succede a Donald Trump. Per la cronaca si tratta del 46mo presidente della storia, il terzo democratico negli ultimi 40 anni dopo Clinton e Obama.

Joe BidenAssente alla cerimonia Donald Trump anche se Joe Biden per cercare di ricucire un paese profondamente diviso in due ha invitato il leader repubblicano del Senato Mitch McConnell a partecipare con lui alla messa in mattinata.

Dopo una vita passata in politica, circa 50 anni, a 78 anni Joe Biden arriva ad occupare la poltrona forse più importante del mondo e seconde le prime indiscrezioni già nelle prime ore firmerà una di decreti che segneranno una rottura con il predecessore, sul clima, sull’immigrazione, in ambito diplomatico.

Anche per l’Europa «è un nuovo inizio, avremo un amico alla Casa Bianca», ha detto la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen parlando al Parlamento europeo.

«L’UE propone a Joe Biden un nuovo patto fondatore tra l’Europa e gli Stati Uniti, per un’Europa più forte, un’America più forte e per costruire insieme un mondo migliore», ha aggiunto il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, invitando il nuovo presidente americano a «una riunione straordinaria del Consiglio europeo a Bruxelles che si possa tenere in parallelo a un vertice Nato».

Quasi a voler rimarcare le distanze con il suo predecessore Biden dopo essere arrivato a Washington ha reso omaggio alle 400mila vittime statunitensi del Covid-19 sottolineando: «Per guarire dobbiamo ricordare. Qualche volta è difficile ricordarsi, ma è così che guariamo».

La giornata dell’insediamento si svolge in un clima particolare: la tradizionale folla sulla spianata del National Mall è sostituita da 190mila bandierine. Nella loggia d’onore saranno presenti i suoi predecessori Barack Obama, George W. Bush e Bill Clinton; tra quelli ancora in vita oltre a Trump mancherà, per la prima volta dal 1977, Jimmy Carter per motivi di salute.

Fabrizio Di Ernesto