IL BOEING ABBATTUTO NEL 2014

Incriminati i separatisti
del Donbass

 

Il 17 luglio 2014 un Boeing 777 delle linee aeree malesi, partito da Amsterdam e diretto in Malesia, con 298 persone a bordo, fu abbattuto da un missile terra-aria mentre sorvolava l’Ucraina Orientale occupata dai separatisti filorussi. L’accadimento suscitò l’indignazione del mondo intero per la sua gravità e per le nazionalità dei 273 passeggeri, di dieci diversi paesi, compresi i 15 membri dell’equipaggio tutti malesi.

Subito ci fu lo scambio di accuse tra il governo di Kiev che accusava di ribelli del Donbass appoggiati dai russi, e i rappresentanti dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk che attribuivano il lancio del missile all’esercito regolare ucraino.

In pochi mesi le inchieste internazionali hanno appurato che l’aeroplano era stato abbattuto da un missile lanciato da un sistema missilistico Buk, prestato ai separatisti del Donbass e poi tornato celermente in Russia.

Ora i magistrati olandesi hanno diffuso i primi nomi di coloro che parteciparono all’operazione. Si tratta di tre russi e di un ucraino, tutti legati ai servizi segreti della cosiddetta Repubblica popolare di Donetsk. Contro di loro è stato emesso un mandato di cattura internazionale mentre per il 9 marzo 2020 è stato fissato l’inizio del processo. Le probabilità che si arrivi ad una loro cattura restano tuttavia scarse. I tre russi Sergey Dubinsky, Oleg Pulatov e Igor Girkin sono riparati oltre confine e Mosca, accusata di non collaborare con gli inquirenti, ha già dichiarato infondate le accuse mosse dai magistrati olandesi. L’unico che potrebbe finire in prigione e l’ucraino Leonid Kharchenko, se mai le autorità di Kiev riusciranno a catturarlo all’interno dei territori ribelli.

Nei giorni precedenti l’abbattimento del Boeing malese il sistema di lancio Buk era stato fatto passare segretamente dalla Russia nei territori dei separatisti, i quali volevano presumibilmente colpire un aereo cargo delle forze armate ucraine, con il quale l’aereoplano abbattuto potrebbe essere stato confuso.

Vincenzo Fratta

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