fbpx

Ue e Ucraina verso lo stoccaggio
comune di gas naturale

Verso lo stoccaggio comune di gas naturale tra Ue e Ucraina

 

Stoccaggi in comune di gas naturale, questa è una delle possibilità che l’Unione europea sta valutando per prevenire eventuali carenze energetiche e far fronte alla prevista impennata dei prezzi e che coinvolgerebbe anche l’Ucraina.

Il percorso del gasdotto North Stream2L’ipotesi è stata evocata ieri nel vertice fra Unione europea ed Ucraina dove è stato sottolineato che la cooperazione sarebbe «molto benefica» per entrambe le parti, anche «in vista di minori consegne di gas da Gazprom» verso l’Ucraina, che «rappresenta un problema non solo per questo inverno ma anche per i prossimi».

A preoccupare la corsa dei prezzi che non accenna a fermarsi ed in questo contesto la Commissione Europea si prepara a prendere le contromisure da mettere a disposizione degli Stati membri per attutire l’impatto dei rincari dei prezzi sulle famiglie e sulle imprese.

Bruxelles punta ad incoraggiare gli Stati membri ad abbassare le tasse sull’energia, come anticipato dal commissario al mercato interno Thierry Breton. Indiscrezioni parlano anche del possibile utilizzo di parte dei ricavi delle aste Ets e la possibilità di fissare i prezzi per interventi mirati alle fasce più deboli.

Fondamentale sarà il prossimo Consiglio Europeo del 20 e 21 ottobre, vertice che sarà seguito da un consiglio straordinario dei ministri dell’Energia che dovrebbe tenersi il 26 ottobre prossimo a Lussemburgo.

In quella occasione i 27 si dovrebbero confrontare sul tema delle riserve comuni di gas naturale, chieste a gran voce dai paesi del sud, Italia in testa, ma su cui i nord liberali storcono il naso. L’obiettivo è evitare che la crisi energetica possa mettere in difficoltà la ripresa economica, e che al contempo possa creare divergenze fra Paesi.

Nel corso della conferenza stampa a Kiev von der Leyen ha spiegato che Bruxelles «sta esplorando diversi scenari per assicurare una fornitura sufficiente all’Ucraina, tra i quali l’aumento delle capacità di fornitura di gas e l’inversione del flusso in un gasdotto dalla Slovacchia».

«Sul gas e sulla sicurezza energetica i contratti devono essere rispettati e le forniture di gas garantite, questo nel medio periodo» ha proseguito la presidente Ue, aggiungendo che «l’Ucraina deve restare un Paese di transito affidabile» per il gas.

Dopo il completamento del North Stream2 che di fatto ha tagliato fuori l’Ucraina dal transito del gas russo, Kiev e Bruxelles stanno cercando evitare che la Russia acquisti sempre più potere nel Vecchio Continente e per garantire che nessuna delle due parti rimanga senza gas.

Fabrizio Di Ernesto

 

 

LA NUOVA VIA DEL GAS NATURALE

Terminato North Stream 2, il gasdotto della discordia del 7 settembre 2021