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«Amen and awomen»
o della «ignorante stupidità»

Nel Congresso Usa la preghiera termina con amen and awomen

 

Quando ho letto il primo post sui social ho pensato subito ad una fake news, ma non era così. Il deputato democratico Emanuel Cleaver ha veramente concluso la preghiera, recitata in apertura dei lavori del Congresso degli Stati Uniti, con l’inedita la formula amen and awoman.

Il deputato dem e pastore luterano Emanuel CleaverIl filosofo svizzero Frithjof Schuon, anni addietro, aveva coniato l’espressione «stupidità intelligente» per indicare una tipologia di scrittori e giornalisti che nella loro produzione mirano soltanto alla brillantezza, all’originalità e al bello scrivere, senza curarsi di trasmettere alcun reale contenuto.

Parafrasando quella felice definizione potremmo dire che con il deputato americano Emanuel Cleaver ci troviamo invece di fronte ad una «ignorante stupidità».

La «stupidità» consiste nell’essere succube di uno dei molteplici aspetti del politicamente corretto, caro alla sinistra «progressista» di tutte le latitudini. Nello specifico l’esasperazione del c.d. «linguaggio sessuato», che l’ha indotto a ritenere che l’invocazione di fine preghiera racchiudesse in realtà uno spregevole intento sessista – legato all’assonanza con l’inglese men – al quale rimediare con l’aggiunta di un inesistente femminile.

Ma all’ossequio del conformismo progressista si aggiunge in questo caso una robusta dose di ignoranza, tanto più incredibile considerando che il deputato Emanuel Cleaver è anche un pastore luterano. Sembra impossibile che una persona che dovrebbe aver fatto della Bibbia la sua lettura preferita non sappia che «amen» non ha nulla a che fare con «uomo», ma è proprio la formula conclusiva delle preghiere e degli inni utilizzata nei testi ebraici e adottata poi nella liturgia cristiana: «È così sia!».

Vincenzo Fratta