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La mediazione Onu non basta
a placare le violenze

Colombia. Ancora violenze nonostante la mediazione Onu

 

Non si placano le violenze in Colombia nemmeno dopo l’intervento di Carlos Ruiz Massieu, delegato del Segretario generale delle Nazioni Unite e capo della Missione di osservazione delle Nazioni Unite per l’accordo di pace.

Colombia. Ancora violenze nonostante la mediazione OnuAnche ieri notte nella capitale Bogotà infatti ci sono stati scontri con la conseguente repressione da parte della Squadra mobile antisommossa (Esmad) contro i manifestanti nella Plaza Portal de las Américas.

Stando a quanto riferito dalle organizzazioni per i diritti umani e dai testimoni della repressione, le forze di polizia hanno sparato gas lacrimogeni contro le persone che stavano documentando l’azione della polizia.

Sui social si è diffusa la notizia che gli uomini dell’Esmad avrebbero sparato sui civili da un camion e da una motocicletta nei quartieri di Chicala e Britalia.

Secondo l’Ong Temblores e l’Istituto per lo sviluppo e gli studi sulla pace (Indepaz), fino a sabato scorso in Colombia almeno 47 persone sono state uccise, 39 a seguito della violenza della polizia mentre 963 sono state arrestate in modo arbitrario nel contesto delle mobilitazioni.

Da parte sua Ruiz Massieu ha ribadito che l’unico modo per superare la crisi sociale in atto nel paese, scatenata dalla riforma fiscale annunciata dal presidente Iván Duque Márquez, è necessario «il dialogo, dopo 13 giorni di violenze e proteste».

Due settimane fa il presidente aveva annunciato una riforma fiscale che avrebbe colpito anche i ceti più deboli, ovvero coloro che percepiscono meno di 600 dollari e che spesso non hanno nemmeno l’accesso all’acqua potabile o alla sanità.

La decisione ha scatenato proteste spontanee che sono state sedate dalla polizia con la violenza, una scelta che provocato altre proteste.

Non appena Duque è tronato sui suoi passi, anche per le pressioni della comunità internazionale, le proteste non si sono placate ma anzi sono aumentate perché la popolazione ha iniziato a chiedere più tutele sociali.

Una posizione poco condivisibile per il governo ultraliberista di Bogotà.

Fabrizio Di Ernesto