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Italiana uccisa a Punta Cana.
Il corpo nascosto in un frigo

Claudia Lepore, italiana uccisa nella Repubblica Dominicana

 

Claudia Lepore, 59 anni, è stata uccisa nella Repubblica Dominicana. Da tempo viveva ai Caraibi. Originaria di Carpi, è stata uccisa a Punta Cana, distretto di Bavaro, dove era residente. Violentata, legata, imbavagliata, strangolata e poi il suo corpo chiuso in un frigorifero. È questa la triste fine che è toccata alla nostra connazionale.

Claudia Lepore, italiana uccisa nella Repubblica Dominicana
Claudia Lepore e Ilaria Benati

Almeno tre giorni sarebbero passati dal momento della morte alla scoperta del cadavere. L’allarme per la sua scomparsa era stato dato da Ilaria Benati, modenese, anche lei residente a Punta Cana ed ex socia in affari della vittima. Insieme, fino a non molto tempo fa, hanno gestito un Bed and Breakfast proprio nella località caraibica.

In Italia la notizia è arrivata il 23 gennaio dalle pagine dell’edizione modenese de Il Resto del Carlino, ed è poi rimbalzata sulle testate nazionali.

A confessare l’omicidio è stato Antonio Lantigua, detto El Chino (il cinese) che si è presentato di sua spontanea volontà al commissariato e avrebbe confessato il delitto.

Omicidio di Claudia Lepore. Il reo confesso Antonio Lantigua
Antonio Lantigua

«L’ho uccisa per 200mila pesos (circa 2.800 euro) che mi hanno promesso e non mi hanno consegnato». Una questione di soldi in apparenza, ma che si complica quando gli inquirenti controllano il telefono di Lantigua: «Pagami i 200mila pesos… – recita uno dei messaggi inviati dall’uomo – che ho già fatto. Se non mi paghi ti succederà la stessa cosa, ti ammazzo».

Stando alle ricostruzioni il destinatario della telefonata sarebbe la stessa Ilaria Benati, la ex socia di Claudia Lepore che ne aveva denunciato la scomparsa e che è ora è tra gli indagati. La donna, però, si dichiara innocente e dice di essere stata incastrata.

A gettare ulteriori ombre sulla vicenda, l’intervista rilasciata dalla sorella della vittima, Anna, che al ‘Carlino’ racconta dell’ultima videochiamata, il 10 gennaio. Claudia abitava nella nuova casa da solo un mese e un’amica comune le aveva riferito che la sorella «ultimamente discuteva spesso con l’amica Ilaria e che aveva paura. Mi ero ripromessa di chiamarla per chiederle come mai – prosegue Anna – cosa stesse succedendo, ma non ho fatto in tempo, l’hanno uccisa».

«Era così buona Claudia, troppo buona. Siamo convinti che sia stata ammazzata perché aveva visto o sentito qualcosa che non doveva sapere; hanno voluto metterla a tacere per sempre», aggiunge Anna Lepore che poi torna sull’amicizia tra la sorella e Benati.

«Cinque anni fa l’amicizia tra mia sorella e Ilaria si è incrinata e Claudia è stata costretta ad andare via dal B&B che aveva realizzato con i suoi soldi. Ha aperto un ristorante ma poi lo ha ceduto a una signora del posto».

Claudia aveva manifestato la volontà di tornare in Italia, ma il Covid-19 glielo aveva impedito e nel frattempo, racconta Anna, «Lei e Ilaria si sono riavvicinate e d’improvviso ci ha comunicato di avere comprato un pezzo di terreno per costruirci sopra la sua casa. Notizia che ci ha spiazzato, Claudia non avrebbe dovuto tornare là, sarebbe ancora viva. In una delle ultime telefonate mi ha detto che aveva fatto valutare la casa, e che litigava spesso con Ilaria».

Sull’assassinio di Claudia Lepore non tutto sembra dunque chiarito. Mentre si è in attesa dei nuovi sviluppi resta l’indignazione per la vita stroncata.

Pino Lancia