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Per Biden arriva il via libera
per la corsa alla Casa Bianca

Per Joe Biden arriva il via libera per la corsa alla Casa Bianca

 

Tra proteste, saccheggi e marce contro il razzismo si svolge oggi negli Usa una nuova tornata elettorale delle primarie in vista delle Presidenziali di novembre. Chiamati alle urne gli abitanti di Washington Dc e di altri sette Stati: Montana, Nuovo Messico, Sud Dakota, Indiana, Maryland, Rhode Island e Pennsylvania.

 Bernie Sanders, l'unica alternativa a Joe Biden per la corsa alla Casa Bianca

Questi ultimi quattro stati si sono aggiunti all’elenco odierno dopo che la crisi del nuovo coronavirus aveva cancellato gli appuntamenti previsti nelle settimane scorse.

Salvo sorprese il voto dovrebbe sancire l’ufficialità di Joe Biden quale candidato del Partito Democratico nonostante le accuse di violenza sessuale che pendono sul suo capo.

Più che per il risultato finale c’è interesse soprattutto per l’affluenza ai seggi vista la violenza che imperversa nel paese in seguito alla morte dell’afroamericano George Floyd ed anche in virtù dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19 che fino ad oggi ha pesantemente influito sulla campagna elettorale.

Nel campo dell’Asinello, Biden è l’unico candidato rimasto in gara dopo le defezioni degli altri candidati. L’unico sfidante reale è parso fin da subito Bernie Sanders (nella foto accanto) che però si è ritirato molto presto.

Ora per la prassi della designazione ufficiale, Biden deve conquistare l’89% dei delegati, quota che potrebbe raggiungere già nelle prossime ore, anche se alcune frange dell’elettorato Dem non rinunciano a sostenere Sanders nelle urne nella speranza di aumentarne la visibilità all’appuntamento di luglio.

Nel frattempo, si susseguono i sondaggi che vedono il presidente uscente Donald Trump in gran difficoltà, secondo il Washington Post Biden avrebbe attualmente 10 punti di vantaggio sull’avversario. Prima dell’emergenza Covid-19 il margine a favore dello sfidante era di appena di 2 punti.

Doveroso però ricordare che in sistema elettorale complesso come quello statunitense, che varia da Stato a Stato per quanto concerne i grandi elettori, i sondaggi sono da prendere con la massima cautela, quattro anni fa ad esempio Hillary Clinton veniva data sicura vincitrice salvo poi riportare una sonora sconfitta.

Fabrizio Di Ernesto

 

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