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Soltanto sette
i candidati ammessi

Presidenziali in Iran, strada spianata per Ebrahim Raisi

 

Le elezioni presidenziali in Iran del prossimo 18 giugno sembrano avere già un vincitore. Il Consiglio dei guardiani ha infatti ammesso solo 7 candidati al voto e tutti gli analisti sono concordi nel vedere nell’ultra conservatore Ebrahim Raisi il vincitore annunciato, soprattutto per la mancanza di avversari.

Presidenziali in Iran, strada spianata per Ebrahim RaisiL’organo incaricato di vagliare le candidature, dominato dai conservatori, taglia fuori dai giochi tutti i principali candidati moderati e riformisti, ammettendo solo due figure meno note al grande pubblico. Come successore di Hassan Rohani giunto al termine del secondo mandato appare quindi spianata la strada per Raisi, già capo della magistratura e considerato uomo di fiducia della Guida suprema Ali Khamenei.

Tra gli esclusi alle presidenziali in Iran risulta infatti anche il principale sfidante l’ex presidente del Parlamento Ali Larijani, un moderato e attualmente consigliere di Khamenei, escluso per via della figlia che ha la residenza negli Usa.

Non parteciperà al voto nemmeno il riformista Eshaq Jahangiri secondo di Khamenei nel suo primo mandato. Fuori causa pure il rampante ministro delle Telecomunicazioni Mohammad Javad Azari Jahromi, esponente moderato della nuova generazione nata dopo la Rivoluzione islamica del 1979.

Come quattro anni fa, bocciato di nuovo l’ex presidente Ahmadinejad.

L’esito del voto appare quindi già scritto in favore di Raisi che già quattro anni fa ottenne il 38% ed oggi viene accreditato del 72% delle preferenze.

Gli altri candidati ammessi alle presidenziali in Iran figurano l’ex comandante dei Pasdaran, Mohsen Rezai, l’ex negoziatore nucleare Saeed Jalili, e i deputati Amirhossein Ghazizadeh Hashemi e Alireza Zakani, tutti conservatori, mentre due sono invece i riformisti, il governatore della Banca centrale Abdolnasser Hemmati e l’ex vicepresidente Mohsen Mehralizadeh.

Fabrizio Di Ernesto

 

 

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