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I NOSTRI AMICI A QUATTRO ZAMPE

Tempo di estate,
tempo di abbandoni

 

Tempo di estate, tempo di abbandoni. Non è uno slogan è una triste realtà. Con la stagione estiva e le vacanze si acuisce la barbara abitudine di abbandonare i pelosi di casa. Io non riesco proprio a capire. Un animale si sceglie e si ama o non si prende e non si illude.

Lasciamo perdere la gran parte della popolazione che pensa che gli animali siano animali, da usare a piacimento o «da lavoro» e solo quello.

Penso ai cacciatori in particolare. Pochi di loro, amano veramente i loro cani, molti li considerano strumenti, al pari del fucile. E come il fucile, i cani si «rispolverano» solo in tempo di stagione di caccia. Se non sono «bravi» si abbandonano, per questo non vengono microcippati subito. Non oso pensare alla loro sorte quando, troppo vecchi, non servono più.

Non sono da meno le famiglie che prendono cuccioli per gioco o compagnia per i bimbi di casa. Ma i bimbi si stancano, oppure il cucciolo cresce e diventa troppo impegnativo.

Non lo sono, altrettanto, quelli che prendono cani per moda o per darsi importanza e qui parliamo di razze particolari come molossoidi o lupi cecoslovacchi o altro.

Un animale in casa, comporta un’assunzione di responsabilità. Entra a far parte della famiglia e come un altro componente deve ricevere attenzioni, cure e amore.

Ma si sa che, oggi, non lo si fa neanche per i componenti umani…

E allora, mi sa che siamo proprio alla frutta, l’umanità sta andando alla deriva, lentamente, lasciando una scia di abbandoni e maltrattamenti di animali, in primis.

Abbandonare chi ti considera parte del suo branco e ti adora è il delitto peggiore che si possa compiere.

E pensare che il cane abbandonato non riesce a capire l’abbandono, continuerà ad aspettare e sperare che il «bastardo» che lo ha lasciato, tornerà a riprenderlo…

Poi il luogo e il modo dell’abbandono: legati lungo le strade, legati nei luoghi isolati, lasciati sulle strade a scorrimento veloce, in autostrada, buttati dai finestrini delle auto. Lasciati soli e incustoditi in casa, nei giardini o sui terrazzi. Ovunque sia, per queste creature viene scritta una sentenza irrevocabile di condanna a morte! L’uomo è cattivo, lo è dall’inizio dei tempi, da quando uccise Abele… ė il discendente di Caino.

Chiunque sia testimone di un abbandono deve denunciare, fotografare, prendere i numeri di targa. Fare di tutto perché che compie un gesto così vile venga punito. Va, altresì, soccorso subito l’animale abbandonato e vanno allertate le forze dell’ordine chiamando il 113 Polizia, il 112 Carabinieri, i vigili urbani del luogo, i centralini delle aziende sanitarie locali, i centralini degli ospedali più vicini, le associazioni protezionistiche.

In attesa di una giustizia «superiore» quella divina, alla quale nessuno di noi potrà sottrarsi.

Ernesta Cambiotti

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