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I CINGHIALI DI ROMA E LA SPEZIA

Prosegue il braccio di ferro
tra Asl e animalisti

Cinghiali a rischio abbattimento alla Sfattoria degli Ultimi di Roma e nel Parco della Maggiolina a La Spezia

 

La Sfattoria degli Ultimi nel Lazio e il Parco della Maggiolina a La Spezia, sono al centro di polemiche e attenzione pubblica per le ordinanze di abbattimento dei cinghiali. Nel primo caso per la minaccia dalla Pesta Suina Africana e nel secondo per il loro sconfinamento in città.

Gli animali di affezione a rischio abbattimento alla Sfattoria degli Ultimi di RomaIl Presidente della Liguria Giovanni Toti abbia ufficializzato la non uccisione della famiglia di cinghiali, 2 mamme e 7 cuccioli, rinchiusi da 16 giorni in un parco a La Spezia. In questo caso determinante l’ordinanza del sindaco Pierluigi Peracchini che stabiliva la non soppressione degli animali.

Accantonata l’ipotesi del trasferimento degli animali in un centro di addestramento per cani da caccia (soluzione peggiore della morte), la Regione ne garantisce il trasferimento in una Oasi, da individuare nei prossimi giorni. Naturalmente, i controlli sanitari dovranno escludere il contagio da Psa.

Sul versante Sfattoria degli Ultimi, né il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, né il sindaco di Roma Roberto Gualtieri hanno rilasciato dichiarazioni. Ma qui la competenza è traslata alle Aziende sanitarie per la presenza peste suina africana.

La nota del Ministero della Salute

Certo l’argomento è spinoso e, con le elezioni alle porte i politici, non si esprimono. In attesa che il Tar del Lazio si pronunci, la Lega Anti Vivisezione (Lav) ottiene l’emanazione di una nota del direttore generale del Ministero della Salute nella quale è specificato che: «Con riferimento al dispositivo in oggetto (Sistema I&R, dispositivo dirigenziale inerente all’identificazione e registrazione dei suini detenuti per finalità diverse dagli usi zootecnici e dalla produzione di alimenti trasmesso con nota Dgsaf 12438 del 18 maggio 2022 Chiarimenti applicativi) lo stesso è applicabile esclusivamente a quelle situazioni in cui privati cittadini tengono presso le proprie residenze o abitazioni private fino ad un massimo di due suini per finalità diverse dagli usi zootecnici e dalla produzione di alimenti.

Pertanto, le disposizioni contenute nel provvedimento citato non sono applicabili a rifugi per animali, né ad altre situazioni in cui gli animali sono tenuti per scopo ricreativo, dimostrativo, culturale e altro».

Il pronunciamento ministeriale marca dunque un punto a favore degli ospiti della Sfattoria degli Ultimi. E  non solo, perché ha valore su tutto il territorio nazionale.

Ernesta Cambiotti

 

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