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Se una fiction fa più danni
della lava del vulcano

L'isola di Stromboli a fuoco il 25 maggio per una fiction Rai

 

Il 25 maggio una parte di Stromboli è andata a fuoco e non per colpa del vulcano. Incredibile, ma vero, per colpa di una fiction Rai, dal titolo «Protezione civile». Così, a scherzare con il fuoco, si è ferito parte di un patrimonio dell’umanità.

L'isola di Stromboli a fuoco il 25 maggio per una fiction RaiDalla Rai, che non girava direttamente le scene, solo un comunicato per dichiarare l’estraneità. Tra le notizie e i temi martellanti a cui siamo sottoposti, per questo scempio, forse, non c’era spazio.

Per la natura ferita, violentata, animali e biodiversità, bruciati, dolore e danni, non può esistere l’oblio.

Stromboli è un’isola meravigliosa, di un vero tesoro. Gli isolani non sono agricoltori, ma pescatori che vivono o meglio vivevano in un angolo di mondo unico e incontaminato, in armonia con ambiente e biodiversità.

Ora, una parte, di quella che rende fruibile l’isola, perché sul lato opposto il vulcano fa scivolare continuamente la lava, è trasformata, in un «cimitero» nero di specie vegetali e biodiversità, con rischi idrogeologici e ingenti danni economici. Tanto da chiedere lo stato di calamità naturale.

Gli isolani si sono battuti per salvare il salvabile, perché nell’Isola sono assenti anche i Vigili del Fuoco, arrivati comunque da fuori per spegnere le fiamme.

Il silenzio della Rai fa male, fa riflettere sul servizio pubblico di informazione.

Ma il silenzio, a volte fa rumore, perché quell’erba è stata bruciata da un falò che non doveva essere acceso, senza le autorizzazioni necessarie e, soprattutto, in un giorno di scirocco.

Il fuoco è pericoloso e basta un nulla per provocarlo con conseguenti morte e distruzione.

L’autocombustione è quasi una leggenda. C’è sempre l’uomo ignorante, stupido e colpevole, dietro.

Ci vogliono più informazione, consapevolezza e controlli. Proprio quei controlli, che, sembrano mancare sull’isola. Quei controlli e presidi che ormai mancano su tutto il territorio, dove ricordiamo, con lo smembramento del Corpo Forestale dello Stato, si è scelto di reprimere piuttosto che prevenire.

Scelte politiche, le stesse che da circa 15 anni hanno «dimenticato» l’istituzione del Parco delle Eolie previsto dall’art. 4 septies della Legge 222/2007.

Ernesta Cambiotti

 

 

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