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IL MODELLO GUALTIERI

Residenza e utenze legali,
a chi legale non è

Residenza agli occupanti abusivi? A Roma ci pensa Gualtieri

 

Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha deciso, disattendendo la vigente normativa di legge, di concedere l’allaccio ai pubblici servizi e la residenza agli occupanti abusivi.

Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha deciso di forzare la legge per favorire le occupazione abusiveMa chi sono i beneficiari del provvedimento? Clandestini? Ma no: migranti. Occupanti abusivi di immobili? Ma no: fragili. E perciò, ci mancherebbe, «meritevoli di tutela».

Il trucchetto del centrosinistra è arcinoto, è abusato, è logoro. Tuttavia, come dimostra anche quest’ultima iniziativa, loro continuano a usarlo. Strumentalizzando certe situazioni di difficoltà socioeconomica, vera o presunta.

Avvolgendo in una patina di umanitarismo apparente, anzi esibito, delle operazioni che di altruistico non hanno proprio un bel niente: a maggior ragione quando vengono scodellate nell’avvicinarsi di una consultazione elettorale. Che è quella, nel caso specifico, delle prossime Regionali.

Sulle implicazioni manipolatorie di questo genere di operazioni torneremo più avanti, perché è essenziale andare al di là dei singoli provvedimenti giungendo a svelarne, e a sbugiardarne, l’effettiva natura. Ma intanto è bene ricordare, per chi non li avesse ben presenti, i termini della vicenda.

Il Decreto Renzi-Lupi

Pochi giorni fa, il 5 novembre, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha emanato una direttiva (la n.1/2022: e pur essendo la prima dell’anno è arrivata solo adesso) che disattende quanto previsto dall’art.5 del Decreto Renzi-Lupi del 2014. Intitolato «Lotta all’occupazione abusiva di immobili», il testo della norma era contenuto in un solo comma e stabiliva che «Chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza né l’allacciamento a pubblici servizi in relazione all’immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge».

La finalità è evidente, ma può essere utile ribadirla: impedire che su una condizione di indiscutibile illegalità, quale appunto l’occupazione abusiva di un immobile, si innestino dei rapporti legali, quali il riconoscimento della residenza anagrafica e l’allaccio delle utenze.

La Direttiva di Gualtieri

Che cosa ha fatto, invece, l’attuale maggioranza che sostiene il sindaco Gualtieri?

Nel giugno scorso ha votato una mozione che fa leva su una previsione aggiunta all’articolo 5 in sede di conversione, con la Legge 23 maggio 2014, n.80. Il comma 1-quater, infatti, recita quanto segue: «Il sindaco, in presenza di persone minorenni o meritevoli di tutela, può dare disposizioni in deroga a quanto previsto ai commi 1 e 1-bis, a tutela delle condizioni igienico-sanitarie».

Occupante abusivo=meritevole di tutela

«Meritevole di tutela» è la classica definizione che si presta a essere interpretata/stiracchiata a piacimento. Così come è da prendere con le molle la puntualizzazione che il Comune di Roma si è affrettato a inserire in una nota diffusa a latere della direttiva, precisando (si fa per dire) che i benefici vengono concessi «nella fase transitoria che precede la ricollocazione».

Certo tutto transitorio, ma a tempo indeterminato. Tutto momentaneo, in attesa che l’abuso di turno si cristallizzi in una situazione di fatto. Che in seguito permetterà di farla diventare il presupposto, e il pretesto, dell’ennesima «sanatoria»: che all’origine era esclusa, ma dopo, sai com’è…

Buoni & solidali. Solo in apparenza

Lo avevamo anticipato: non si tratta affatto di singoli episodi, che peraltro rimarrebbero gravi e inaccettabili, ma di una prassi consolidata.

Una prassi che appellandosi a questa o a quella emergenza schiva la naturale e nitida contrapposizione tra ciò che è legale e ciò che non lo è, instaurando al suo posto una zona grigia, più o meno ampia e più o meno persistente, che equivale a una sorta di limbo extra giuridico. E che costituisce, di per sé, un poderoso incentivo a chi voglia trarne vantaggio. Vuoi perpetuando le condotte illecite già in atto, vuoi aggiungendone delle altre.

Attraverso questa colpevole e insistita ambiguità si perseguono molteplici scopi, il cui filo conduttore è il lucro elettorale. Da un lato, ci si accattiva il consenso dei diretti interessati in una dinamica che è tipica del voto di scambio: io favorisco te, omettendo di sanzionarti o addirittura legalizzando i tuoi reati, e tu favorisci me contribuendo a mantenermi al potere.

Dall’altro lato, che trova nel «buonismo» progressista il suo ottimale terreno di coltura, ci si ammanta di un’etica solidale che è soltanto di facciata. E che infatti non si estende ai veri meccanismi dell’iniquità socioeconomica, dagli effetti perversi della globalizzazione all’acquiescenza sistematica nei confronti delle direttive/diktat impartite dalla Commissione Europea.

Manipolazione, appunto. E della peggiore specie. C’è chi occupa abusivamente le case, alla faccia dei legittimi proprietari, e chi occupa capziosamente i casi limite previsti dalla legge, alla faccia dell’interesse collettivo alla certezza del diritto.

Gerardo Valentini

 

 

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