L’UOMO E L’ANIMALE

Quel cane solo
e pieno di parassiti

 

Quanto vale una vita? Quella di un bambino, quella di un anziano, quella di un disabile, quella di un animale? Non importa il genere, importa il cuore pulsante e l’anima. Quella che molti umani preferiscono ignorare. Partiamo da qui, non dirò luogo e attori.

Siamo in Umbria. Una famiglia si reca in canile a prendere un cucciolo. Una bella famiglia con bimbi, e proprio per i bimbi che si prende il cucciolo. Il cagnolino viene rinchiuso in un bel recinto spazioso, una cuccia, alberi intorno. I bimbi crescono, la vita continua, il cucciolo cresce, da solo, nel recinto «dorato».

Qualcuno dei vicini lo nota, nota la sua tristezza, la sua solitudine, e la denuncia. Chi deve, interviene, attivando dei volontari per trovare una nuova famiglia, perché, pensate un po’, l’attuale, trasloca e il cane nel nuovo condominio non è gradito.

Voi direte, meglio così, per lui. Vero. Se non fosse che viene lasciato per circa tre settimane lí, in solitudine, anzi in buona compagnia, quella di zecche, pulci, mosche e zanzare.

La volontaria che l’ha visto, ha pensato fosse sufficiente trovare un’adozione, peccato che forse non ci sarebbe arrivato.

Ieri è stato messo in sicurezza. Chi è intervenuto, lo ha dovuto fare a gamba tesa. Perché forse si poteva aspettare una mezza giornata.

La cosa più triste il commento della famiglia, siamo stati sempre presi di mira, tutti razzisti! Si, la bella famiglia non è italiana, ma questo non conta.

Per essere insensibili e anche un po’ ignoranti non serve una nazionalità specifica. Non aggiungo altro, parlano da sole le due foto che illustrano l’articolo. Vergogniamoci un po’!

Ernesta Cambiotti

1 commento

  1. Graziella Crescentini in 28 Agosto 2019 il 11:51

    Certo è facile, come ha fatto questa famiglia, nascondersi dietro il vittimismo di un presunto razzismo, per nascondere a se stessi e agli altri le proprie responsabilità. Ma non è giusto. E, non è giusto né auspicabile fermarsi davanti a casi come questo solo per non apparire razzisti.
    Ernesta lo chiarisce molto bene. Il mio sentito grazie per questo intervento.

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