RIGOPIANO DUE ANNI DOPO

Porta fiori dove morì
il figlio: multato

 

Il 18 gennaio 2017 una valanga travolse l’hotel Ricopiano, una località turistica montana del comune di Farindola in provincia di Pescara, posta alle falde sud-orientali del Gran Sasso d’Italia. Nella tragedia morirono 29 persone. Polemiche ci furono sia per la posizione della struttura, considerata da taluni in una posizione pericolosa, sia per i ritardi con i quali fu dato l’allarme ai soccorritori.

In attesa che la giustizia accerti le eventuali responsabilità per l’accaduto il Governo starebbe per stanziare dieci milioni di euro per i familiari delle vittime. «Come promesso – ha dichiarato il ministro degli Interni Matteo Salvini – abbiamo fatto in una settimana quello che altri non hanno fatto in due anni. Un intervento di legge a favore dei familiari vittime della tragedia di Rigopiano e, soprattutto, 10 milioni stanziati dal ministero dell’Interno per aiutare chi ha perso tutto in quelle drammatiche ore».

A passare celermente «dalle parole ai fatti», come suole ricordare il Ministro, potrebbe avere contribuito quanto è accaduto al padre di una delle vittime.

Alessio Feniello, che ha perduto a Rigopiano il figlio Stefano, è stato condannato a pagare una multa di 4.550 euro per aver portato i fiori nel luogo dove è morto il figlio. Il provvedimento, notificato con decreto penale dal Gip del Tribunale di Pescara, è scattato perché l’uomo avrebbe violato i sigilli giudiziari apposti per delimitare l’area. «Non pago un centesimo. Se necessario andrò in carcere, non ho nulla da perdere», ha commentato9 amaro Feniello su Facebook.

Intanto il Comitato dei parenti delle vittime, a differenza dello scorso anno, porge un invito al governo e all’amministrazione regionale a partecipare il 18 gennaio al secondo anniversario della tragedia. «Quest’anno – scrive il Comitato – abbiamo voluto invece tendere la mano all’attuale governo affinché si renda conto di persona del dolore che intere famiglie vivono da quel giorno, affinché si impegnino come promesso a darci la forza sia morale nonché materiale di poter combattere ad armi pari contro chi ha sbagliato e ha contribuito a far sì che ogni anno da quel giorno ci sia una giornata del ricordo della commemorazione e della condivisione così come sarà il prossimo 18 gennaio».

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