GLI OMICIDI MONTEIRO E MALGESINI

Il terreno fertile
del male

 

Gli omicidi, a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, di Willy Monteiro e padre Roberto Malgesini, non possono che farci riflettere, oggi più che mai, sulla lotta sempre accesa tra il Bene e il Male.

Considerazioni a margine degli omicidi Malgesini e Monteiro

Fedeli in preghiera nel Duomo di Como in suffragio di padre Malgesini

Il Male, la derivazione demoniaca sulla terra che ammalia e corrompe gli uomini da sempre.

E l’uomo si sa non è sempre forte e integro. Spesso la bramosia di potere, la voglia di emergere, o semplicemente tanto egoismo, aprono le porte dell’anima alla tentazione.

Il Male trova terreno sempre più fertile anche tra i disperati, gli emarginati, gli invisibili, i rifiutati, gli incompresi, ma ci sono anche i cattivi anzi i «cattivissimo me» tanti, troppi.

Allora capita che un bravo ragazzo come Willy, venga barbaramente ucciso per futili motivi e un prete, don Roberto Malgesini, venga ucciso con sette coltellate con una lama da 25 cm e poi venga decapitato, nel centro di Como da un tunisino clandestino con decreto di espulsione sospeso causa Covid.

Diversi gli autori dei delitti. Diverse le vittime.

Il Male sempre alla base, ma la colpa è sempre dell’uomo, della sua cattiveria, della sua ignoranza, della sua incapacità di regolare e ordinare la vita e la società con leggi precise e puntuali, nonché di stabilire le pene severe quando servono.

Il Bene riesce solo a tamponare, eppure dovrebbe vincere, ma, forse, non è il suo tempo o non trova la via giusta per farlo.

Ci provano in tanti, anche la Chiesa. Ma il dubbio resta.

Ci sono anime che non si recuperano, allora le definiamo problematiche, psicologicamente fragili o affette da patologie psichiatriche.

Solo scuse o giustificazioni del «non fare», così non va!

La vita, in qualunque forma, ha un valore, è sacra e finché non lo capiremo, non lo insegneremo ai nostri figli e alle genti tutte, il Male continuerà a vincere.

Se usiamo la forza, le armi, la prepotenza e la supponenza, non potremo cambiare.

Se la Politica non decide di svolgere il suo ruolo correttamente e non solo in funzione dei consensi, sarà la fine, per tutti.

Lo vogliamo capire?

Ernesta Cambiotti

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