IO STO CON LA CAPOTRENO

Molestatori e zingari
avete rotto!

 

Alzi la mano chi, recentemente, non è stato infastidito più o meno pesantemente da un molestatore. Parcheggiatori abusivi, addetti «volontari» ai carrelli, Vucumprà, mendicanti di varie specie, siamo tartassati in ogni dove e spesso l’insistenza supera il lecito e assomiglia ad una aggressione, soprattutto se non viene elargita la mancetta. E chi di noi non ha almeno pensato quello che è stato oggetto dell’annuncio del capotreno del Milano-Cremona «avete rotto!».

Per quell’annuncio, nel quale si invitavano i passeggeri a stare attenti ed a non dare monete ai mendicanti sul treno, ora rischia di perdere il posto. Una sanzione ingiusta perché immotivata o, se volessimo vedere un problema disciplinare, quantomeno sproporzionata.

Ma su quella tratta le aggressioni ai passeggeri e soprattutto al personale viaggiante sono all’ordine del giorno. Accattoni, mendicanti e zingari salgono senza biglietto e non sentono ragioni, spesso aggrediscono i ferrovieri. Una situazione insostenibile e noi ci soffermiamo sulle parole, magari fuori luogo, di un annuncio fatto da una persona sicuramente frustrata da uno Stato che non la tutela, anzi tutela chi aggredisce, e magari ora perderà anche il posto di lavoro.

Infatti Trenord ha individuato con prontezza e certezza l’autrice dell’«annuncio shock» contro «zingari» e «molestatori». Il «colpevole» era la capotreno del Milano-Cremona: è stata lei a parlare attraverso gli altoparlanti di bordo, stando all’indagine interna della società, che ha passato al setaccio tutto il personale del regionale 2653. Il suo «Zingari avete rotto i c…» ha infastidito un ricercatore del San Raffaele di Milano che era sul treno.

Raffaele Ariano, questo il suo nome, verso le 12.50, con il convoglio in corsa, ha udito questo annuncio che lo avrebbe sconvolto: «I passeggeri sono pregati di non dare monete ai molestatori. Scendete perché avete rotto – le parole pronunciate dalla donna –. E nemmeno agli zingari: scendete alla prossima fermata, perché avete rotto i cogl…». Così avrebbe presentato un esposto informale e chiesto spiegazioni utilizzando i social, direttamente a Trenord. Il caso è subito diventato mediatico e l’azienda di trasporti ha subito risposto annunciando un’indagine interna e ringraziando «il cliente per la pronta segnalazione» perché «quanto riportato è grave e inqualificabile».

Così l’indagine lampo si è conclusa con l’individuazione della responsabile e ora sta studiando i provvedimenti da adottare, che potrebbero portare anche al licenziamento.

Una voce si è legata a difesa della capotreno: si tratta di Riccardo De Corato, assessore alla sicurezza della Regione Lombardia, che ha affermato: «Il personale di Trenord è esasperato dalle continue violenze da parte di bande di nomadi, immigrati e clandestini – queste le sue parole–. Basta ricordare l’episodio del controllore a cui è stato tagliato un braccio e le continue aggressioni subite dai controllori. Ormai chiedere un biglietto è diventata una sfida».

Sulla Milano-Lecco, nel 2017, sono stati 224 gli episodi di minacce ed aggressioni al personale viaggiante e, come sottolineato dall’ex-vicesindaco di Milano, l’annuncio va contestualizzato in questo clima. Tra coloro che condannano la capotreno ed il suo annuncio, il consigliere regionale M5S Simone Verni: «Quanto accaduto è grave perché chi ha la responsabilità di centinaia di persone deve avere equilibrio e professionalità nel portare avanti le proprie mansioni», ed ancora: «Sappiamo che quello del personale di bordo è un lavoro stressante, ma ciò non può giustificare questo tipo di comportamenti».

Probabilmente il consigliere Verni non ha mai preso un treno locale e non si rende conto della situazione da «far west» ed invece di condannare un lavoratore ed un’azienda dei trasporti potrebbe operarsi maggiormente per migliorare le condizioni sui treni magari facendo stanziare maggiori fondi per la sicurezza.

Matteo Salvini, segretario della Lega e ministro dell’Interno invece difende la capotreno: «Invece di preoccuparsi per le aggressioni a passeggeri, controllori e capitreno, qualcuno si preoccupa dei messaggi contro i molestatori» questo il suo post su Facebook che termina con «Giù le mani dalla capotreno. #Viaggiaresicuri è una priorità!».

Lino Rialti

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