fbpx
PARTIGIANI DELLA CANNABIS

Farsi le canne?
Roba da Sardine

La marijuana è roba da Sardine, parola di Mattia Sartori

 

«Erba? Roba Sardine!». Suonerebbe così il vecchio ma sempre valido slogan contro la liberalizzazione delle droghe «Erba? Roba da conigli», aggiornato dopo le esternazioni di Mattia Santori, fondatore dell’omonimo movimento politico ed oggi consigliere comunale a Bologna con delega al Turismo.

La marijuana fa male, con buona pace dei fautori della cultura dello «sballo»Nei giorni scorsi Mattia Santori si è prodotto in uno spot sul consumo di droghe «leggere», rivendicando di fumare marijuana dall’età di 18 anni e di coltivarla in casa per uso personale.

Intervenendo a Milano agli Stati generali sulla cannabis il nostro ha raccontato di avere in casa tre piantine che quest’anno sotto delle lampade gli hanno fruttato un raccolto di 60 grammi di erba.

Come tutti i fans delle droghe ripete il mantra che «fumare l’erba non fa male» e ne chiede la liberalizzazione per «non alimentare la criminalità».

Santori è consapevole di commettere un reato ma sembra sentirsi al di sopra della Legge. «Al momento – afferma – l’autocoltivazione è equiparata allo spaccio per cui io rischio sino a sei anni di carcere: è assurdo. Non a caso le Corti riunite della Cassazione hanno già indicato ai tribunali di considerare poche piantine come uso personale. Ora tocca al Parlamento muoversi».

«Se il Parlamento fa spallucce io non sto zitto. Crea dipendenza? È provato scientificamente che non è così. Poi è chiaro che occorrono politiche di intervento su un consumo problematico. Ma non è meglio allora che il tuo consulente sia un esperto che ti vende i semi e non robaccia piuttosto che un pusher nelle cui mani finiscono i minorenni?».

A nostro avviso sono altri coloro che dovrebbero muoversi, da chi è preposto a far rispettare la legge a chi gli ha affidato un incarico pubblico.

La marijuana fa male

La marijuana può avere effetti potenzialmente dannosi, specialmente per i ragazziA differenza di Mattia Santori siamo convinti che «farsi le canne» faccia male come affermano gli studi scientifici più recenti.

Secondo l’Istituto Europeo Dipendenze (Ieud), ad esempio, gli odierni prodotti a base di estratti e concentrati di cannabis contengono elevati livelli del principio attivo Thc (delta-9-tetraidrocannabinolo o tetraidrocannabinolo) che stanno rendendo alcuni adolescenti altamente dipendenti e pericolosamente malati.

«Sappiamo sicuramente che esiste una relazione dose-dipendente tra Thc e psicosi – spiega Emanuele Bignamini, Consulente scientifico e Psichiatra dell’Ieud – e i sintomi psicotici possono includere allucinazioni in particolare di tipo uditivo (voci), difficoltà a distinguere tra fantasia e realtà, alterazioni del comportamento.

La percezione che i prodotti che derivano dalla cannabis siano tutti relativamente sicuri è profondamente sbagliata e non tiene conto che l’alto contenuto di Thc rende i prodotti di oggi molto diversi dalle canne fumate decenni fa.

La ‘normalizzazione’ del consumo di cannabis e la confidenza sviluppatasi in passato, genera oggi un drammatico equivoco che sta mettendo a rischio molti consumatori, in particolare i più giovani».

Alte probabilità di dipendenza

La marijuana non è pericolosa quanto altre droghe ma può avere effetti potenzialmente dannosi, specialmente per i ragazzi, il cui cervello è ancora in via di sviluppo. È peraltro accertato che i giovani hanno maggiori probabilità di sviluppare una dipendenza quando iniziano a usare marijuana prima dei 18 anni.

Allo Ieud spiegano che fino alla fine degli anni ’90, la concentrazione media di Thc, la componente psicoattiva della marijuana, era di circa il 4% nell’«erba» comunemente reperibile, per poi crescere stabilmente, attraverso ibridazioni di specie diverse di cannabis native, fino a raggiungere, cinque anni fa, un valore medio del 17%, con punte del 25% per la cosiddetta «skunk».

Oli, cera e cristalli

La Cannabis oggi sul mercato contiene elevate percentuali di ThcL’arrivo sul mercato degli estratti o concentrati di cannabis nel primo decennio del 2000 ha dato vita ad un nuovo segmento di mercato in rapida espansione, che è completamente legale in alcuni Paesi.

«I consumatori di questi prodotti (oli, cera, cristalli) – affermano all’Istituto Europeo Dipendenze – sono particolarmente esigenti e l’elevata qualità e concentrazioni raggiunte sono assicurate dalle più avanzate tecnologie d’estrazione impiegate.

Lo Shatter («pezzo, frammento», detto anche Sap) e il Wax («cera», detto anche Crumble, Sugar, Honeycomb o Budder), sono le due tipologie di prodotti più note di questa nuova famiglia e possono raggiungere concentrazioni molto elevate di Thc, che toccano anche il 90%.

Il Thc, o altro cannabinoide, viene separato dagli altri composti essenziali dalla materia vegetale della cannabis attraverso l’utilizzo di solventi (un processo relativamente semplice ed economico) e il prodotto finale si presenta come una gelatina viscosa o come una cera di colore opalescente tipo caramella mou, oppure cristallizzato come un frammento di vetro.

Entrambi questi estratti possono essere assunti con il dabbing, una particolare tecnica di vaporizzazione piuttosto che riscaldati e aggiunti ad alcuni alimenti».

La cultura dello «sballo»

«Oltre alla sindrome da iperemesi da cannabinoidi, una condizione che provoca vomito ricorrente ed incontrollabile nei forti consumatori di marijuana e alla dipendenza, gli adolescenti che usano frequentemente dosi elevate di cannabis possono anche sperimentare psicosi che potrebbero portare a un disturbo psichiatrico permanente, una maggiore probabilità di sviluppare depressione e ideazione suicidaria, cambiamenti nell’anatomia e nella connettività del cervello e scarsa memoria».

Alle valutazioni di tipo scientifico e medico come quelle presentate dallo Ieud possiamo aggiungere una considerazione preliminare che si riallaccia all’entusiasmo di Mattia Santori per l’utilizzo delle droghe «leggere». La «cultura dello sballo» è un modello valido da proporre ai giovani? A nostro avviso decisamente no?

Marco Scauro

 

 

Lascia un commento