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Si difende e uccide i rapinatori,
ma viene indagato

Il gioielliere Mario Roggero indagato per eccesso di difesa ed omicidio colposo

 

Eccesso di legittima difesa ed omicidio colposo: così Mario Roggero, il gioielliere che mercoledì a Grinzane Cavour in provincia di Cuneo ha sparato e ucciso due dei tre malviventi che stavano cercando di rapinarlo, è stato indagato dalla procura di Asti. Il 66enne si giustifica: «Mi spiace sia successa una cosa così, ma o io o loro».

Il gioielliere Mario Roggero indagato per aver ucciso i rapinatori«È un momento difficile per il mio assistito, straziato da quanto successo…», ha spiegato l’avvocato di Mario Roggero, «Non abbiamo ancora ricevuto l’avviso di garanzia ma Mario ritiene comunque di aver fatto quanto necessario per salvare la sua vita e quella dei suoi familiari».

Dalla ricostruzione sembra che, mercoledì intorno alle 18.45, due persone, seguite poi da una terza, avrebbero fatto irruzione nella gioielleria Roggero e armati di coltello e pistola (poi risultata finta ma priva del tappo rosso) hanno minacciato la famiglia, prima di trafugare i gioielli.

La moglie di Mario Roggero sarebbe stata colpita con un pugno, la figlia invece immobilizzata con fascette da elettricista. Quando hanno tentato di prelevare anche il denaro in cassa, spiegano gli inquirenti, il titolare avrebbe avuto la prontezza di sparare con una pistola legittimamente detenuta.

«Mentre con la mano destra aprivo la cassa, con la sinistra prendevo nel cassetto la mia pistola – ha raccontato Mario Roggero – e in un istante ci siamo ritrovati uno puntato contro l’altro. Ho dovuto… poi sono scappati».

Due degli aggressori sono stati rinvenuti morti a pochi metri dall’ingresso della gioielleria mentre il terzo, che era riuscito a fuggire, la scorsa notte è stato rintracciato all’ospedale di Savigliano e fermato con l’accusa di tentata rapina.

I carabinieri hanno ascoltato il gioielliere, la moglie, la figlia e altri testimoni durante i rilievi tecnici, ma è tuttora in corso l’acquisizione delle immagini delle videocamere di sorveglianza. In queste ore vengono effettuate l’autopsia e la perizia balistica.

Molti i commenti di solidarietà nei confronti del 66enne, che su Facebook ha postato una frase coraggiosa: «Il mondo non è minacciato dalle persone che fanno il male, ma da quelle che lo tollerano».

Sempre sul social network una delle figlie di Mario Ruggero afferma di avere «piena fiducia nella giustizia» e ringrazia «tutte quelle persone che dai balconi hanno applaudito mio papà che ha difeso coraggiosamente mia mamma e mia sorella di fronte a un’arma da fuoco puntata con minacce di morte e di aggressione».

C.D.