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Quando l’impresa
attacca la salute

Le polveri di un impianto biomassa nella campagna eugubina

 

È una triste storia quella di S. Lei vive a Gubbio, in campagna e verrebbe da dire che è fortunata perché vive in un posto incantato. Ma proprio come in un bosco incantato quello che si vede può non rappresentare la realtà. Mi spiega che vicino alla sua abitazione da qualche anno, sette per la precisione, è attivo un impianto a biomassa.

Le polveri di un impianto biomassa nella campagna eugubinaSarà che lei è cagionevole di salute, possiamo anche metterla così, ma in realtà la sua vita e quella dei suoi figli è diventata pressoché infernale.

La biomassa dovrebbe essere lo scarto delle lavorazioni agricole e dovrebbe essere trasformata in energia a supporto dell’impresa agricola che la produce, almeno inizialmente era così.

Ma la smania di produzione di energie alternative ed ecologiche, va oltre la produzione strettamente domestica e, in questo caso, può avere un rovescio della medaglia anche spiacevole.

Si possono verificare emissioni di odori e di polveri sottili invisibili e impalpabili che possono rendere poco sereno il vivere quotidiano e che possono anche amplificare o provocare patologie a partire da quelle dell’apparato respiratorio.

S. non sta bene e, stranamente, ogni volta che l’impianto viene acceso qualcuno finisce al Pronto Soccorso per attacchi di asma e difficoltà respiratorie. E non è neppure facile vendere l’immobile e andarsene.

L’esposto del Comitato

La questione non riguarda solo S., viene costituito un Comitato per dare voce alle persone che abitano nelle vicinanze, a tutela del territorio e della salute.

Inizia una vera e propria vicenda giudiziaria a seguito di un esposto del Comitato. Si chiedono adeguamenti all’impianto a biomassa, che nel frattempo rimane inattivo.

Ora si chiedono al Comitato, colpevole di aver sollevato un problema di salute pubblica e di principii precauzionali, ben 400mila euro di risarcimento.

E se invece si potesse accertare che gran parte delle morti, delle malattie e della spesa sanitaria fosse riconducibile alle imprese e alle istituzioni, seppure nel rispetto di norme vigenti, quale risarcimento spetterebbe ai cittadini?

Naturalmente S. sarà sostenuta da Comitati e Associazioni Ambientalisti, perché la sua voce non venga sopraffatta.

Quando si parla di ambiente è difficile che gli animi siano tranquilli, dietro ci sono gli interessi economici, ci sono gli interessi politici… che pesano e molto!

Ernesta Cambiotti

 

 

AMBIENTE E TERRITORIO

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