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SANITÀ ITALIANA

Il piccolo Alex
torna a casa

 

Alex torna a casa, con la sua famiglia, insieme a milioni di persone in ansia per lui, felici, emozionate per quegli occhioni che tornano a sorridere alla vita. Il trapianto su Alessandro Maria Montresor è perfettamente riuscito e il piccolo è stato dimesso dall’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

«Nell’arco delle 4 settimane successive al trapianto non si sono registrate complicanze, né sul piano infettivo, né sul piano del rigetto, il problema principale per situazioni di questo tipo» commentano in una nota dal nosocomio della Capitale.

Così Alex, dopo aver tenuto tutti con il fiato sospeso per mesi, scopre che c’è ancora vita è speranza dopo i suoi venti mesi. Un corpicino martoriato da aghi e bisturi, da innesti e sale operatorie, ma sempre con il sorriso di un piccolo eroe che vede solo positivo, che apre gli occhi la mattina e cerca il sole tra le nuvole, che crede nel mondo, nel prossimo, nella famiglia e nei medici che lo curano. Senza dietrologie, con la voglia di crescere e giocare, di abbracciare il futuro e di poterci contare. Alex adesso dovrà sottoporsi a visite mediche specialistiche in Day Hospital una volta a settimana, e poi più di rado.

Ma il passo più grande l’ha fatto, il piccolo paziente era affetto da Linfoistiocitosi Emofagocitica (HLH), è stato trasferito a fine novembre al Bambino Gesù di Roma dall’Ospedale Great Ormond Street di Londra, e sottoposto lo scorso 20 dicembre a trapianto di cellule staminali emopoietiche da genitore. Ora risulta in buone condizioni di salute.

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