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Le Fonti Rocchetta
dissestate e inaccessibili

Le Fonti Rocchetta restano dissestate e inaccessibili

 

Certo che l’Amministrazione Gualdese qualche problema con l’acqua sembra proprio averla. In primis con le Fonti Rocchetta.

Le Fonti Rocchetta restano dissestate e inaccessibiliIl 21 settembre scorso, il Comitato Pro Acqua Gualdo Tadino e il Wwf Perugia, hanno inviato un atto di significazione e diffida urgente a non derogare alle ordinanze contingibili e urgenti n. 01/2012 e n. 19/2012 al Sindaco del Comune di Gualdo Tadino, oltre alla Regione, alla Prefettura, alla Questura ed altri.

Dal 2012 ad oggi, infatti, non risultano eseguiti interventi di messa in sicurezza dell’area delle Fonti Rocchetta, che è rimasta dissestata e inaccessibile, proprio grazie alle proroghe e alle deroghe delle ordinanze emanate in situazione emergenziale.

Deroghe che oggi permetterebbero l’accesso solo ai tecnici incaricati della realizzazione del progetto Fonti Rocchetta. Il tutto sarà impugnato in autotutela anche rimettendo l’istanza all’Autorità Giudiziaria.

Ciò in continuità con l’eterno conflitto, per un bene unico, prezioso e irrinunciabile quale l’acqua tra Comune di Gualdo, alcuni Comitati e la Comunanza agraria. Una guerra a colpi di carte bollate e ricorsi.

Si dimette il presidente della Comunanza

Recentemente, il clima era diventato ancora più rovente dopo le dimissioni della Presidente della Comunanza, Nadia Monacelli, per gravi problemi e rischi personali, accelerando iniziative della Comunanza Agraria dell’Appennino Gualdese, del Comitato Difesa Rio Fergia, Comitato Pro Acqua Gualdo e dal Comitato a difesa delle sorgenti della Fascia Appenninica.

Così, dallo scorso 30 agosto era iniziata l’occupazione permanente delle proprietà collettive, così annunciata: «Vista l’intenzione dell’Amministrazione di continuare ad agire di prepotenza e contro le Leggi dello Stato, per evitare qualsiasi azione sulle nostre terre tra cui la demolizione del Ristorante della Rocchetta come da ‘progetto Oasi’, la chiusura della Fonte Storica e qualsiasi ulteriore abuso edilizio da far sanare ad una politica servile e compiacente. Nessun ulteriore abuso sarà permesso sulle nostre Terre».

E hanno ragione, perché i domini collettivi, con una legge del 2017, vengono definiti «ordinamenti giuridici primari» preesistenti allo Stato, cioè soggetti giuridici di diritto privato e né i comuni né le regioni possono interferire nella loro gestione. La destinazione di queste terre, prevede ancora la legge, deve essere perpetuamente agro-silvo-pastorale.

Il laghetto elettrificato

Il laghetto di ValsordaSempre in tema di acqua e domini collettivi, c’è stato dell’altro in questa torrida estate!

L’Amministrazione Gualdese aveva ritenuto opportuno elettrificare il perimetro del laghetto carsico di Valsorda, anche questo di proprietà della Comunanza Agraria Appennino Gualdese, diventando quasi impossibile per la fauna selvatica trovarvi il ristoro… Però, in questo caso, c’era la complicità del tritone crestato!

Sui social sono finite le fotografie di un povero capriolo in difficoltà, come se non bastassero i curiosi, gli allenamenti dei cani da caccia, le battute di selezione e, in seguito, i «pacifici» cacciatori.

«La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali» ricordava al mondo il Mahatma Gandhi. Animali e ambiente sono interconnessi e l’uomo troppo spesso interviene, distruggendo un fragile equilibrio.

Ma la natura non resta a guardare. Lo scempio ha un costo: l’irreversibile cambiamento climatico. L’inizio della fine.

Intanto a Gualdo Tadino la guerra dell’acqua continua, così come il presidio permanente presso le fontanelle basse dell’acqua delle Fonti Rocchetta, anche se ora l’interesse dei gualdesi è rivolto ai «giochi de le porte», che visto, il perdurare della pandemia, si svolgeranno all’interno di una cosiddetta «bolla».

Ernesta Cambiotti