RADICALE ARRESTATO PER MAFIA

«Falcone e Borsellino
vittime di incidenti sul lavoro»

 

Con queste parole l’esponente dei Radicali Antonello Nicosia, intercettato da Gico e Ros, archivia le stragi di Capaci e di Palermo, aggiungendo anche: «Cambiamo nome all’aeroporto di Palermo». L’uomo è stato fermato, insieme ad altre quattro persone, la scorsa notte con l’accusa di associazione mafiosa nell’operazione denominata Passepartout.

Nicosia era in viaggio con un altro esponente Radicale, Alessio Di Carlo, mentre diceva la sua sui giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, morti – afferma – in «un incidente sul lavoro».

Trovandosi nei pressi dell’aeroporto di Palermo, intitolato alla memoria dei due uomini di legge uccisi da Cosa Nostra, Nicosia, assistente parlamentare dell’ex Leu, oggi confluita in Italia Viva, Pina Occhionero, trova sconveniente dover spiegare continuamente ai turisti cosa fosse successo sull’autostrada a Capaci. Utilizza termini crudi e coloriti per esprimere la sua idea, parlando di «arriminare sempre la stessa merda», ossia mescolare le stesse spiegazioni per far capire a chi non sa gli accadimenti che hanno visto protagonisti Falcone e Borsellino; svilendo, peraltro, la memoria del primo aggiungendo: «e tra l’altro Falcone non lo era neanche magistrato» quando fu fatto saltare a Capaci.

Secondo la Direzione distrettuale antimafia (Dda) Antonello Nicosia non è soltanto un paladino dei detenuti che esulta per la sentenza sull’ergastolo ostativo, ma è da considerarsi organico a tutti gli effetti «alla famiglia mafiosa saccense».

1 commento

  1. Vincenzo Fratta in 9 Novembre 2019 il 16:41

    LA DEPUTATA OCCHIONERO INCONSAPEVOLE O CONNIVENTE
    Il gip che ha convalidato il fermo di Antonello Nicosia ha espresso un pesante giudizio anche sulla deputata Giusy Occhionero, ex Leu ora Italia Viva, che aveva scelto l’arrestato per mafia come collaboratore parlamentare.
    Secondo il magistrato, la Occhionero, che non è indagata, facendosi accompagnare nelle visite in carcere ai boss da Nicosia, dimostra o «un grave difetto di consapevolezza» oppure una «connivenza». (Fonte: Corriere della Sera dell’8.11.2019)

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