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Il servizio della Bbc
e l’outing di Roma Natura

Cinghiali uccisi a Roma. La Bbc e l’outing di Roma Natura

 

La notizia dei cinghiali uccisi a Roma il 16 ottobre nell’area giochi «Mario Moderni» di via della Cava Aurelia, nella quale erano stati imprigionati, è subito finita in cronaca nazionale, poi è transitata su Striscia la Notizia ed ha infine varcato i confini italiani, finendo sulla Bbc.

Cinghiali uccisi a Roma. Il servizio della BbcIl servizio andato in onda sull’emittente britannica, intitolato Wild boar family killed by police in Rome children’s playground, ha raccontato le proteste e la «rabbia dei residenti e dei gruppi che difendono i diritti degli animali» scoppiate quando hanno compreso il destino degli ungulati.

La Bbc ha riportato anche le dichiarazioni dell’assessore capitolina alle Politiche ambientali Laura Florini e della parlamentare Vittoria Brambilla che, tramite la sua associazione Leidaa, si era offerta di prendere in carico la famiglia di cinghiali prigioniera dell’area giochi. Un offerta ignorata con tanto di rimpallo di responsabilità tra Regione Lazio e Roma Capitale.

Mentre il cancello del parco «Mario Moderni», è diventato ora meta di pellegrinaggio, dove gli animalisti portano i fiori e i residenti appendono i disegni dei loro bambini, il presidente di Roma Natura Maurizio Gubbiotti ha rivelato che i cinghiali catturati e uccisi in 18 mesi sono stati 400.

Catturati con le gabbie e inviati al macello

È questo infatti il destino che il Partito Democratico e il Movimento Cinque Stelle, alla guida di Regione Lazio, Città Metropolitana e Comune di Roma, hanno deciso per i cinghiali dei Parchi di Roma Natura. Il protocollo siglato tra i tre Enti nell’ottobre 2019, per contenere la diffusione di una specie particolarmente prolifica, prevede che gli animali vengano catturati mediante gabbie e consegnati alle aziende di trasformazione della carne per la macellazione.

Fanno eccezione eventuali catture che possono avvenire all’interno di un’azienda agricola. In base ad un accordo sottoscritto tra Coldiretti Legambiente e Federparchi, i produttori agricoli possono decidere come disporne. Ma finora, a Roma, ne hanno presi solo una decina.

I cinghiali dell’Aurelio nella spazzatura

In casi come quello dell’area giochi romana, dove non si è atteso l’arrivo delle gabbie, non si è voluta accogliere la richiesta di adozione e si è ricorso alla pratica della teleanestesia, gli animali uccisi sono invece finiti nella spazzatura.

Il narcotico adoperato resta infatti in circolo per diverse settimane nel sangue dall’animale che, di conseguenza, non può essere macellato.

Gli agenti della polizia provinciale, con le loro carabine, hanno sparato il sonnifero ai cinghiali che, una volta addormentati, sono stati soppressi con un’iniezione letale somministrata da un veterinario della Asl.

400 animali uccisi in 18 mesi

«Nel corso di quasi un anno e mezzo, con le gabbie sistemate nelle riserve della Marcigliana ed in quella di Decima Malafede – ha spiegato Maurizio Gubbiotti – abbiamo catturato circa 400 cinghiali. Negli ultimi tempi devo dire che queste catture sono anche un po’ diminuite.

Comunque gli animali che prendiamo, non li mandiamo a morire nelle aziende venatorie, ma li destiniamo alle aziende di trasformazione della carne che si sono accreditate partecipando ad apposite gare pubbliche». Nessuno, di quelli presi con le gabbie, è finito nelle oasi per ungulati che il Campidoglio voleva cercare e che però non ha mai individuato.

Per le strade della Capitale

Lasciando alle associazioni animaliste la riflessione sulla bontà o meno della cattura all’interno dei Parchi a scopo macellazione, un problema a parte e più rilevante per i cittadini romani, è costituto dal fenomeno dei cinghiali a passeggio per le strade, dei gruppi di animali che girovagano tra le macchine e i pedoni.

In questo caso non è problema di Protocollo, ma di fallimento completo della gestione dei rifiuti nella Capitale. L’amministrazione Raggi, ormai a fine mandato, non è riuscita a fare altro che avvicendare assessori nella Giunta capitolina e a cambiare Amministratori delegati dell’Azienda Municipale per l’Ambiente.

Roma non è mai stata così sporca. La raccolta dei rifiuti così deficitaria. È essenzialmente questo che spinge gli animali ad avventurarsi fuori dai Parchi per raccogliere i rifiuti che giacciono in abbondanza ai piedi dei cassonetti stracolmi.

Con una città più pulita anche la famiglia dei cinghiali uccisi a Roma probabilmente non avrebbe vagabondato per settimane in giro per le strade del quartiere Aurelio. E non si sarebbe arrivati all’assurdo di vedere i bambini piangere per la gratuita uccisione di quegli animali diventati ormai domestici.

Vincenzo Fratta

 

 

CINGHIALI ALL’AURELIO. IL PERCORSO DELLA FAMIGLIA

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