ALGHERO

Chi è allora
il vero cieco?

 

Gabriele è cieco, i suoi occhi sono quelli di Pasta, un bellissimo Labrador. Con il suo cane-guida Gabriele si muove come una persona normodotata, ma il vice preside del Liceo Fermi di Alghero questo non interessa e caccia «letteralmente» Gabriele perché il suo cane non può entrare nella scuola. I suoi peli potrebbero causare allergia agli studenti.

Non è il primo caso e non sarà l’ultimo di intolleranza, ignoranza e cecità vera. Penso a un altro recente caso, a Londra, dove nessuno ha ceduto il posto su un treno a Amit Patel, cieco e il suo cane Kika, addirittura messi in difficoltà dai presenti, tanto da ridurre Patel in lacrime.

Sono in molti a non amare gli animali, contrapposti a chi li ama alla follia, ma quello del cane-guida «rifiutato» è il caso più evidente di discriminazione. Mi chiedo se gli stessi «attori» di questi deplorevoli episodi, in condizioni estreme (sotto le macerie o una valanga di neve) avrebbero lo stesso atteggiamento verso il cane che cerca di salvargli la vita.

Noto, con tristezza, che, al di là di tutto, quello che manca all’origine e sempre più frequentemente, sono i valori fondamentali del vivere civile, il rispetto per le creature che ci circondano, finanche per i nostri simili.

Cosa insegniamo ai nostri giovani? Come impareranno ad accettare chi è diversamente abile, come persona uguale e dignitosa?

Quanti casi di intolleranza, maltrattamento e bullismo dobbiamo vedere per capire che in fondo una parte dell’umanità fa, lasciatemele dire, un po’ «schifo»? E mi chiedo chi, nella nostra società, è il vero cieco, tanto da non vedere e non capire che siamo tutti uguali, che abbiamo tutti gli stessi diritti, uomini e animali, che gli animali hanno dei compiti «sociali» come guida, soccorso, terapy, eccetera. e che loro non si tireranno mai indietro, non discrimineranno mai, e, all’occorrenza, salveranno anche chi li odia.

Ernesta Cambiotti

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