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Arresti e sequestri
smantellano il clan Partenio

Avellino. CC e GdF smantellano il clan Partenio

 

I Comandi Provinciali dell’Arma dei Carabinieri di Avellino e della Guardia di Finanza di Napoli nell’ambito dell’operazione denominata «Aste Ok» hanno arrestato 14 persone e sequestrato beni, crediti, azioni e quote sociali di 5 società, per un valore complessivo stimato di circa 4 milioni di euro.

Avellino. CC e GdF smantellano il clan PartenioOtto persone sono finite in carcere e sei ai domiciliari con le accuse di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, scambio elettorale politico-mafioso, turbata libertà degli incanti, falsità materiale, truffa, trasferimento fraudolento di valori e riciclaggio.

La «Aste Ok», che fa seguito ad una precedente indagine del 2019, ha consentito di disarticolare un’organizzazione malavitosa composta da membri di spicco del c.d. «Nuovo Clan Partenio», egemone nel capoluogo irpino, nonché da imprenditori e professionisti.

Dalle risultanze investigative è infatti emerso un contesto di espansione degli interessi criminali del gruppo camorristico ai redditizi settori delle aste e delle acquisizioni immobiliari, unito a un sempre forte e corrispondente interesse a influenzare la vita politica e amministrativa della città di Avellino, allo scopo di accedere alla «cabina di regia» delle scelte operate dalla Pubblica amministrazione, per esempio, per l’appunto, in materia urbanistica ed edilizia.

Sequestrati 56 fabbricati e 26 terreni

In particolare, anche attraverso le elaborate investigazioni economico-finanziarie sviluppate per seguire i trasferimenti di immobili ceduti all’asta e gli anomali flussi di regolamento, l’indagine ha consentito di acclarare forti legami tra alcuni sodali del clan camorristico, i titolari di alcune società di intermediazione immobiliare e professionisti nel settore i quali, avvalendosi dell’intimidazione derivante dal vincolo associativo, inibivano a proprietari esecutati la partecipazione alle aste giudiziarie aventi per oggetto propri beni, in questo modo appropriandosene al fine di chiedere ai medesimi ex-proprietari una quota di denaro maggiorata qualora avessero voluto rientrarne in possesso.

Si ritiene che il sodalizio si sia avvalso di società intestate a prestanomi nelle quali sarebbero transitate le somme estorte in modo da poter ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa.

L’attività ha documentato la promessa di voti in occasione delle elezioni del Consiglio Comunale di Avellino del giugno 2018 da parte di appartenenti al clan Genovese-Galdieri, nei confronti di un candidato consigliere – poi eletto – figlio di un boss detenuto, appartenente al medesimo gruppo, in cambio della riassegnazione della gestione di un centro sportivo sito in Avellino.

Oltre a numerose perquisizioni nei confronti dei soggetti ritenuti organici o contigui al sodalizio criminoso, è in atto anche l’esecuzione di un provvedimento di sequestro preventivo relativo di 2 società immobiliari, una struttura di assistenza sociale-residenziale, una società di consulenza amministrativa e un’attività di ristorazione.

Il valore dei 59 fabbricati e dei 26 terreni sequestrati alle 5 società è stato stimato in circa 4 milioni di euro, al quale si aggiungono le disponibilità finanziarie già sequestrate nei confronti degli indagati in data 14 ottobre 2019 ammontanti a circa 1,5 milioni di euro.

Pino Lancia