CYBERBULLISMO

Un virus che non risparmia
gli animalisti

 

Non è facile parlare delle proprie paure e delle proprie debolezze, ma, a volte è necessario, per gli altri, perché non tutti hanno la forza e la caparbietà per lottare e… sopravvivere.

In una società come la nostra c’è chi «gode» a fare del male agli altri fisicamente o psicologicamente, con tranquillità e naturalezza, tanto il più delle volte se usciranno impuniti.

I reati persecutori sono più frequenti di quello che pensiamo e vengono consumati già tra giovanissimi.

Qual è la molla che spinge a perseguitare gli altri? Come nascono i bulli di professione o improvvisati? Perché qualcuno crede di avere il mondo e le anime in suo potere?

Queste sono domande alle quali sarà difficile avere risposte. Del resto l’uomo non è buono, porta in sé il seme del peccato originale e del primo fratricidio.

Il «bullismo» sembrerebbe cosa da poco. Sottovalutato dai più, ignorato dai genitori, sempre pronti a difendere i propri pupilli, è una «piaga» che troviamo, molto spesso anche tra gli adulti.

In un’era dove il virtuale regola e impregna la nostra vita, lo troviamo frequentemente sui social, dove si può fare «squadra o associazione», pur non conoscendosi e pur non conoscendo persone e fatti reali.

La mia esperienza è legata al mondo dei cosiddetti «animalisti». Amare gli animali è una delle forme più pure e auspicabili. La loro purezza e innocenza, dovrebbe renderci migliori. Invece c’è chi attraverso di loro genera odio.

Come in tutte le forme di bullismo, c’è gente senza scrupoli e priva di cuore che si erge a paladino di una «crociata» contro chiunque si trova, sfortunatamente, sulla loro strada. Gente, che si sente «intoccabile», libera di diffamare, insultare, perseguitare virtualmente e, a volte, non tanto virtualmente.

Chi è vittima, diventa impotente, perché spesso è sola e odio e rabbia non si riescono ad arginare sui social, dove un post o un commento può rimbalzare in modo inimmaginabile, come inimmaginabili e imprevedibili sono le interpretazioni e le reazioni. Dietro ogni profilo, ci sono persone, ci sono vite, ci sono sentimenti. La persecuzione, può portare i più deboli a gesti estremi o comunque lasciare danni psicologici gravi e indelebili.

Ma a chi è senza cuore o a chi ne può trarre vantaggi diversi, questo non importa. I like e i «seguaci» vengono prima di tutto. Non importa se dall’altra parte qualcuno soffrirà, a volte, così tanto da morirne.

Sono troppe le vittime del bullismo, reato «contro la persona» troppo spesso sottovalutato. Il consiglio è di parlarne, denunciare sempre, non vergognarsi mai.

Resta sempre la certezza, di chi come me, crede che, al di là della giustizia umana che può arrivare o meno, c’è n’è una superiore alla quale nessuno potrà sfuggire…

Lo sapete, quello che ho scritto ora, otterrà da parte di alcune «piccole persone» una pernacchia e tante risate, magari di gruppo. Rigorosamente sul web, dove tutto lascia traccia.

Ernesta Cambiotti

2 commenti

  1. Marzia in 23 Ottobre 2018 il 08:08

    Facile colpire a parole e insulti chi nella realtà quotidiana fa poco o niente di concreto……purtroppo ormai il mondo ragiona x social. Chi più mette in mostra più è bravo……Ma sappiamo che non è mai cosi

  2. Marzia in 23 Ottobre 2018 il 08:10

    *farsi colpire da chi non fa niente……rettifico

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