AL CINEMA: L'UOMO SENZA GRAVITÀ

Una favola moderna
ricca di poesia

 

Oscar viene alla luce in una notte tempestosa, nell’ospedale di un piccolo paese e da subito si capisce che c’è qualcosa di straordinario in lui: non obbedisce alla legge di gravità. Fluttua in aria, si libra nella stanza più leggero di un palloncino, di fronte allo sguardo incredulo della madre e della nonna. Le due donne fuggono con il neonato e decidono di tenerlo nascosto agli occhi del mondo per molti, molti anni. Solo la piccola Agata conosce il suo segreto. Fino al giorno in cui Oscar decide che tutto il mondo deve conoscere chi è davvero L’Uomo senza Gravità.

L’attore Elio Germano interpreta Oscar

Favola moderna ben costruita che scivola in un fantastico ancorato però al realismo del quotidiano, con degli effetti speciali incentrati sul corpo del protagonista Oscar, un bambino nato nella clinica di un piccolo paese, durante una notte turbolenta.

Oscar manifesta fin dalle prime ore di vita una caratteristica particolare: galleggia nell’aria come se non avesse peso. Vola nella stanza dell’ospedale, galleggia sopra la nebbia, sopra «l’insostenibile pesantezza dell’essere» e oppone all’amore materno il voyeurismo della gente e dei media. Il tutto ambientato in una mesta cittadina di provincia italiana.

Malgrado il protagonista abbia un potere speciale, L’Uomo senza Gravità non è un film sul «super eroismo» così come inteso oggi, ma la storia di un uomo semplice e puro che vorrebbe essere accettato dal mondo. La storia di un essere umano dall’infanzia negata che, al termine di un lungo percorso alla ricerca del sé e dell’amore, comprenderà come, il tornare bambini, sia l’unico modo per vivere una vita davvero «senza gravità». E, da vero supereroe, diventato adulto decide di svelare, ad un mondo intriso di pesantezza, il suo segreto per sentirsi accettato da tutti almeno una volta nella sua vita.

Non siamo certo su livelli altissimi di cinema ma è un opera che si lascia guardare senza pesantezza e noia, un opera che contiene una cosa che ho apprezzato molto. Si chiama poesia…

Marco Biccheri

 

L’uomo senza gravità di Marco Bonfanti. Con Elio Germano. Michela Cescon, Elena Cotta.

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