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Storia dell’Ucraina.
Dai tempi più antichi ad oggi

Massimo Vassallo, Storia dell'Ucraina, Mimesis

 

Divenuta indipendente nel 1991 dopo la dissoluzione dell’Impero sovietico, l’Ucraina ha cominciato a far parlare di se in Italia a seguito degli avvenimenti intercorsi nel 2014.

Massimo Vassallo, Storia dell'Ucraina, MimesisNel mese di febbraio i manifestanti di piazza Maidan a Kyiv respinsero il tentativo di Mosca di tornare a controllare il paese, nel marzo si verificò l’annessione russa della Crimea e nell’aprile cominciò l’occupazione di parti delle regioni orientali di Donetsk e Luhansk da parte di milizie filorusse, dando inizio ad un conflitto con l’esercito ucraino che, ad intensità intermittente, prosegue tutt’ora.

L’Ucraina ha però una storia millenaria, purtroppo poco conosciuta in Italia. E anche quando è nota, risulta spesso influenzata dal punto di vista dei suoi vicini più ingombranti, la Russia e la Polonia. Una carenza alla quale ha inteso porre rimedio il lavoro di Massimo Vassallo Storia dell’Ucraina. Dai tempi più antichi ad oggi, edito da Mimesis.

Il risultato è un ponderoso volume di oltre 600 pagine che ha come retroterra i principali studi internazionali, compresi i lavori della migliore storiografia ucraina o di autori di origine ucraina.

Ricercatore in storia delle relazioni internazionali Massimo Vassallo affronta la storia dell’Ucraina per intero, con particolare attenzione ad suoi momenti più importanti: l’epopea della Rus’ kyivana (988-1240), il dominio lituano (1199-1340) e polacco (1569-1648), la rivolta dei cosacchi Bohdan Khmelnytskyi (1648) e l’inizio della «fatale» Unione con Mosca (1654).

La prima Repubblica Ucraina

Symon Petliura (1879-1926)Più ampia la trattazione riguardante il XX Secolo, con il tentativo di Symon Petliura di dare vita ad una prima Repubblica Ucraina, approfittando del caos seguito alla rivoluzione bolscevica del 1917.

Ma la guerra civile che ne seguì avrebbe portato alla vittoria dei bolscevichi che poterono sconfiggere una per volta le armate Bianche di Vrangel e Denikin, gli eserciti ucraini e polacchi, e infine la confederazione anarchica di Nestor Machno.

Tre forze che non compresero la necessità di superare le loro differenze e fare fronte comune contro il nemico principale, il comunismo sovietico che affrontato separatamente li avrebbe schiacciati.

Terminata la guerra civile e consolidato il potere bolscevico, su tutto il territorio ucraino si abbattè il pugno di ferro di Mosca, con esecuzioni, deportazioni e prigionie, culminate nel 1932-33 con l’Holodomor, lo sterminio per fame dei contadini decretato da Stalin. Nella sola Ucraina si ebbero dai 4 ai 5 milioni di morti, ai quali vanno aggiunti 2-3 milioni di persone perite negli altri territori dell’ex impero zarista.

Il tentativo di Stepan Bandera

Stepan Bandera (1909-1959)Durante la Seconda guerra mondiale ci fu il secondo tentativo di costruire una Repubblica indipendente, con l’«Atto di restaurazione dello Stato ucraino» proclamato alla radio dall’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini di Stepan Bandera, i cui soldati furono tra i primi ad occupare Kyiv insieme alle truppe tedesche il 30 giugno 1941.

Anche stavolta la Repubblica Ucraina era destinata a non nascere, prima per la miopia delle autorità tedesche e poi per la rioccupazione del paese da parte dell’Armata Rossa.

La lotta contro i rossi prosegue

I partigiani anticomunisti riuniti nell’Armata Insurrezionale Ucraina (Upa) continuarono comunque a combattere per la libertà del loro paese fino ai primi anni Cinquanta. Per eliminare del tutto l’Upa dovettero collaborare in operazioni congiunte truppe russe, polacche e cecoslovacche.

La storia delle uccisioni, delle violenze e delle deportazioni subite dalla popolazione civile ucraina al termine della Seconda Guerra Mondiale è del tutto sconosciuta in Italia e probabilmente in buona parte degli Stati che compongono l’Unione europea, per altri versi tanto attenta alla memoria del secolo dei totalitarismi.

Una indipendenza da preservare

L’ultima parte del volume di Massimo Vassallo parte dall’arrivo a Kyiv sul finire degli anni Ottanta dei riflessi della perestrojka gorbacioviana, per poi prendere in esame i primi anni seguiti alla proclamazione dell’indipendenza nel 1991 ed affrontare gli eventi che dalle rivoluzioni del 2004 e del 2014 portano fino all’Ucraina di oggi. Con la nascita della Chiesa Ortodossa Ucraina indipendente il 15 dicembre 2018 (Autocefalia), l’elezione alla presidenza della Repubblica di Volodymyr Zelenskyi il 21 aprile 2019, e il perdurare del confronto con i separatisti filorussi nel Donbas.

Vincenzo Fratta

 

 

 

Massimo Vassallo
Storia dell’Ucraina
Mimesis, pp.658

 

 

 

 

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