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LE SAGHE DI POSTEGUILLO E FABBRI

Sotto l’ombrellone
con Roma Antica

 

Rilanciato dal successo cinematografico de Il Gladiatore, film di Ridley Scott del 2000, il filone dei romanzi storici ambientati nell’Antica Roma, non si è più fermato, sfornando sempre nuove serie, scritte da autori provenienti da ogni parte del mondo. In Italia gli antesignani del genere sono stati Valerio Manfredi e Guido Cervo ai quali negli anni se ne sono aggiunti molti altri. Per chi sotto l’ombrellone è solito divorare le numerose pagine di un buon romanzo, consigliamo tre imponenti saghe di autori stranieri, dedicate ad altrettanti illustri romani: Il condottiero Scipione l’Africano, e gli imperatori Vespasiano e Traiano.

PUBLIO CORNELIO SCIPIONE
La vita del generale Publio Cornelio Scipione (235-183 a.C) è ripercorsa nei quattro volumi, da 800 pagine ognuno, dello spagnolo Santiago Posteguillo, editi ora in edizione economica da Piemme: L’Africano, Invicta Legio, Il tradimento di Roma, La fine di Scipione.

Potremo così seguire il giovane Publio, diviso tra le lezioni del pedagogo greco Tindaro e le esercitazioni con le armi con lo zio Gneo Cornelio Scipione, console, così come il padre omonimo, entrambi esempi di vita per il futuro condottiero. Poi verranno le prime battaglie combattute negli eserciti romani sconfitti sul suolo patrio dal cartaginese Annibale, i successi militari del giovane condottiero Scipione in Spagna.

Dopo la conquista dell’Iberia Scipione affronterà lo scontro decisivo in Africa con il grande nemico di Roma. Mentre Annibale sconfitto riparerà in Oriente, il vincitore conoscerà le asprezze e le amarezze della vita politica a Roma che si concluderanno con l’esilio al quale lo costringeranno gli avversari della sua famiglia, in primis Fabio Massimo «il Temporeggiatore» e il suo discepolo Catone.

TITO FLAVIO VESPASIANO
La vita dell’imperatore Vespasiano (9-79 d.C) è frutto dello studio storico e della capacità narrativa dello svizzero Roberto Fabbri. La saga, ancora in corso di pubblicazione, si compone al momento di 8 volumi da 380 pagine: Il Tribuno, Il Giustiziere di Roma, Il Generale di Roma, Il Re della Guerra, L’Onore di Roma, Il Figlio perduto di Roma, La Furia di Roma, Roma in Fiamme. I primi sei titoli sono già riuniti in due volumi in edizione economica editi da Newton Compton.

Tito Flavio Vespasiano, nativo di Cotilia, località della Sabina ad 80 chilometri da Roma, giunge presto nella Capitale dell’Impero dalla quale parte per la sua carriera militare. Oltre a ripercorrere le tappe del suo cursus honorum, la saga ha la particolarità di farci rivivere gli eventi più importanti della Roma della dinastia Giulio-Claudia, attraverso la finzione della presenza sulla scena del futuro imperatore come testimone più o meno casuale, come ad esempio il suicidio della moglie Valeria Messalina voluto dall’imperatore Claudio e quello del generale Corbulone imposto da Nerone, oppure l’oltraggio perpetrato contro la regina Boudicca che scatenerà una terribile rivolta nella provincia romana della Britannia nella quale perderanno la vita settantamila coloni.

Impareremo a conoscere i famigliari di Vespasiano che avranno un ruolo importante nella sua ascesa nella pericolosa Roma di Caligola e Nerone: dal fratello maggiore Tito Flavio Sabino, alla liberta Cenis, compagna di una vita; dalla moglie Flavia ai figli, il valoroso Tito e il crudele Domiziano, suoi successori alla guida dell’Impero.

L’atteso nono volume, racconterà l’ascesa al potere di Vespasiano (69-79 a.C) e presumibilmente concluderà la saga.

MARCIO ULPIO TRAIANO
Dopo i grandi imperatori Vespasiano e Tito, il terzo esponente della dinastia dei Flavi, Domiziano, pur non privo di capacità di governo, aveva fatto di nuovo precipitare l’Impero nell’incertezza e nel terrore dei peggiori anni della dinastia Giulio-Claudia. Dopo la breve parentesi dell’imperatore Nerva, toccherà dunque al primo imperatore ispanico Marcio Ulpio Traiano (53-117 d.C), risollevare le sorti di Roma.

A ripercorrere le gesta di Traiano, il primo imperatore di nascita provinciale anche se la sua famiglia era di origine italica, è ancora Santiago Posteguillo nella sua seconda saga in cinque volumi, dalle oltre 800 pagine ognuno: L’Ispanico, Circo Massimo, L’ira di Traiano, La Legione perduta, L’ultima vittoria. Editi da Piemme i libri sono ora in corso di pubblicazione nell’edizione economica di Pickwick.

Traiano fu un valente militare e popolare comandante, venne adottato da Nerva nel 96, succedendogli due anni dopo e dando inizio alla dinastia degli Antonini. Era divenuto un importante generale durante il regno dell’imperatore Domiziano, i cui ultimi anni furono segnati da continue persecuzioni ed esecuzioni di senatori romani.

Nel settembre del 96, dopo l’assassinio di Domiziano, un vecchio senatore senza figli, Nerva, salì al trono, ma si dimostrò subito impopolare con l’esercito. Dopo un anno breve e tumultuoso al potere, l’opposizione della guardia pretoriana ne aveva ormai indebolito il potere, tanto da costringerlo a difendere il suo ruolo di princeps adottando il più popolare tra i generali del momento, Traiano, e nominandolo suo erede e successore. Nerva morì poco dopo, alla fine di gennaio del 98, lasciando a Traiano l’impero, senza tumulti e opposizioni.

Il racconto di Posteguillo si intreccia con quello di Roberto Fabbri in quanto, affrontando la giovinezza di Traiano, ci immerge nella luminosa Roma di Vespasiano e Tito e poi in quella oscura di Domiziano.

Con Traiano divenuto imperatore sarà la volta del racconto della lunga e vittoriosa campagna contro Decebalo, conclusa con l’annessione all’impero della Dacia, attuale Romania. Delle importanti opere civili che l’imperatore farà realizzare al geniale architetto Apollodoro di Damasco, tra le quali il ponte sul Danubio, il Foro e i Mercati traianei, l’acquedotto e il porto che portano il suo nome.

L’ultima parte della vita di Traiano sarà rivolta ad Oriente contro i Parti. L’Imperatore porterà avanti in prima persona e con successo la campagna militare fino al termine della sua vita, sotto l’osservazione attenta e critica del nipote e successore Elio Adriano.

Vincenzo Fratta

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