BULLISMO

Riconoscere
i segnali pericolo

 

Il bullismo è diventato una piaga sociale che bisogna saper riconoscere e combattere. Il fenomeno presente anche nella vita digitale, il cyberbullismo, si divide in diretto (se il bullo perseguita apertamente la vittima che viene presa in giro, insultata, colpita con pugni e calci, privata dei suoi oggetti personali, spesso danneggiati e/o rotti per dispetto) ed indiretto (quando si attua attraverso sguardi minacciosi che costringono la vittima all’emarginazione o all’autoesclusione dal gruppo. Spesso il bullo è stato e/o è a sua volta vittima di violenza, innescando a sua volta il circolo vizioso vittima-carnefice).

Il bullismo interessa bambini, ragazzi e adolescenti dai 7 ai 18 anni e si caratterizza per violenze verbali e fisiche perpetrate a danno di uno stesso soggetto e per un periodo di tempo più o meno prolungato. È un fenomeno diffuso e capillare. Spintoni, insulti non avvengono solo all’interno dei corridoi, delle aule scolastiche, al contrario possono riguardare anche altri luoghi pubblici come giardini, parchi e cortili.

Può integrare a sua volta, varie forme e/o fattispecie di reato e può esprimersi con modalità che possono concretizzare a seconda dei vari casi reati, fra cui: Violenza privata, art. 610 c.p.p.; Estorsione, art. 629 c.p.p.; Stalking art. 612 bis c.p.p.; Diffamazione, art. 595 c.p.p.; Percosse, articoli 581-582 c.p.p.; Danneggiamento, art. 635 c.p.p.; Molestie, art. 660 c.p.p. ; Divulgazione di materiale via internet senza consenso dell’avente diritto (ossia violazione della legge sulla privacy).

È doveroso oltre che necessario fare prevenzione, anche perché il più delle volte il bullo infrange sia la legge penale che civile dando vita a due processi. Il 7 febbraio è stata istituita la Giornata Nazionale contro il Bullismo ed il Cyberbullismo (Un nodo blu) le istituzioni scolastiche sono così schierate contro ogni forma di violenza, digitale e scolastica, che sfocia nel bullismo ed è spesso compiuta verso soggetti deboli ed insicuri, bersagli più facili dei bulli.

Il 41% dei ragazzi-adolescenti ne sono vittima, il bullismo a scuola è un problema serio, che deve essere riconosciuto come tale. Letteralmente il bullismo è un atto intenzionale, ripetuto basato su uno squilibrio di potere tra vittima e perpetratore. È un problema multi-dimensionale che richiede un repertorio di risposte.

Le scuole possono contribuire alla prevenzione del bullismo promuovendo la costruzione di un ambiente più ampio, inclusivo e sociale-relazionale, anziché violento ed oppositivo. L’insegnante a sua volta deve essere in grado di porre domande aperte (approccio narrativo) come ad esempio: Perché non mi racconti con le tue parole cos’è successo quel giorno?; Puoi dirmi cosa stavi pensando in quel momento specifico?; Secondo te la vittima come si sente?; Se potessi rivivere quel momento, cosa faresti in modo diverso?

Anche a casa i genitori devono osservare i comportamenti dei figli. Le vittime di bullismo presentano segnali di Disturbi psicosomatici; Isolamento; Frequenti mal di pancia e/o di testa; Depressione; Calo nel rendimento scolastico.

Anche il non voler più andare a scuola e/o non voler essere accompagnato; Saltare la merenda e su sollecito rispondere che l’ha persa e/o dimenticata; sono segnali che devono allarmare il genitore, così come la presenza di graffi, lividi sul corpo e/o strappi sui vestiti.

Se vi accorgete che vostro figlio è vittima di bullismo non lasciatelo solo, mettetevi subito in contatto con le insegnanti, fate sì che convochino i genitori dei probabili bulli. Nei casi più gravi non esitate a ricorrere ad uno psicologo.

Antonella Betti
sos.vitestrappateini@libero.it

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