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Senza misure specifiche
muore il cinema nelle sale

Allarme dell'Ueci, il cinema nelle sale rischia di morire

 

Le nuove misure a sostegno delle attività economiche penalizzate dagli effetti della pandemia di Covid19, contenute nel Decreto Sostegni Ter, non soddisfano l’Unione Esercenti Cinematografici (Ueci) che aveva richiesto dei provvedimenti specifici per garantire la fruizione del prodotto cinematografico nelle sale ed evitare il collasso del settore.

Il presidente dell’Ueci Manuele IlariCinema, teatri, concerti sono stati sempre presenti nei Dpcm contenenti le misure restrittive varate per contenere i contagi. Inoltre alcuni provvedimenti hanno avvantaggiato le grandi società di distribuzione, i grandi gruppi industriali e soprattutto le piattaforme streaming, aggravando la situazione delle sale cinematografiche.

Prima della pandemia, i nuovi film venivano proiettati in esclusiva nelle sale cinematografiche e soltanto trascorsi alcuni mesi potevano approdare sulle piattaforme streaming. Ora invece possono debuttare direttamente su Netflix, Amazon Prime o sulle altre piattaforme.

Gli esercenti cinematografici italiani già gravemente penalizzati dalle restrizioni anticovid chiedono che la condizione di favore verso le imprese Over-The-Top (Ott) venga quanto prima riequilibrata.

Un altro duro colpo al settore è stato inferto dal Decreto del 24 dicembre che ha chiuso i punti ristoro, disincentivando ancor di più il pubblico che era solito affollare le sale nel periodo natalizio.

«Il Cinema come lo conosciamo è destinato a morire – ha affermato il presidente dell’Ueci Manuele Ilari – se non si introdurrà l’obbligo per tutti i film italiani, europei ed extra europei, di uscire prima in sala, con finestre certe e lunghe per tutti, con più libero accesso alle pellicole, condizioni di noleggio meno onerose e chiari obblighi per produttori, distributori ed esercenti.

I cinema sono fondamentali per la ripresa economica del nostro Paese, sono la bilancia dell’economia di interi quartieri e dei centri commerciali, dove sono fondamentali per tenere alta la loro redditività».

Un’importante funzione sociale

Il Segretario regionale dell’Ugl Creativi Sicilia, Filippo VirzìAlle considerazioni dell’Unione Esercenti Cinematografici fa eco dalla Sicilia l’Unione Generale del Lavoro. «Le sale cinematografiche – scrive il Segretario regionale dell’Ugl Creativi Filippo Virzì – sono da ritenersi luoghi di svago e di intrattenimento che in Sicilia svolgono anche un’importante funzione.

Nell’isola i gestori hanno subito un tracollo degli ingressi senza precedenti, lo slittamento dei titoli in uscita importanti per il Box Office, il blocco del food and beverage, ossia le consumazioni in sala, le finestre di sfruttamento ridotte all’osso.

In più la Cassa Integrazione Guadagni per il momento è saltata e c’è un rischio reale di chiusura per la gran parte delle imprese, con il conseguente grave danno occupazionale».

Secondo l’Ugl per tentare di rinvigorire l’intera filiera delle Sale Cinematografiche, occorrono nuove misure che si ispirino ai più avanzati modelli europei.

Pino Lancia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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