LUDWIG KLAGES, L’UOMO E LA TERRA

Contro la distruzione
della natura e del paesaggio

Ludwig Klages, L'Uomo e la Terra, Mimesis edizioni

 

Il filosofo Ludwig Klages scrisse il pamphlet L’Uomo e la Terra nel 1913 come personale contributo al grande raduno del Movimento giovanile tedesco sul monte Messner. Si tratta di un potente atto di accusa contro l’idea di progresso, il capitalismo, il dominio della tecnica sulla natura, sferrato in nome del benessere interiore e della felicità dell’uomo, della salvaguardia del paesaggio in cui vive e, più in generale, della salute stessa del pianeta.

Gli strali di Klages, lanciati oltre cento anni fa, non solo non hanno perso validità, ma gli effetti negativi determinati dagli sviluppi dell’idea di progresso sull’uomo e l’ambiente si sono enormemente accresciuti.

Secondo il filosofo l’uomo moderno, orgoglioso per la crescita di potenza materiale ottenuta grazie alla scienza e alle applicazioni tecniche della stessa, non si rende conto che si tratta di successi effimeri, che non incidono sul grado di felicità degli esseri umani.

Il legame spezzato tra uomo e terra natia

Il prezzo che si paga è invece altissimo: distruzione della biodiversità, riduzione delle specie animali e della flora, stravolgimento del paesaggio che spezza il legame creativo tra l’uomo e la terra natia, omologazione di gusti e abitudini, abbandono del legame costituito da usanze, feste, canti e cerimonie, che rallegrava la vita di ogni comunità.

Ai danni elencati ne L’Uomo e la Terra, possiamo aggiungere oggi, gli alti livelli di inquinamento atmosferico, l’eccessivo consumo di risorse naturali del pianeta e le proporzioni allarmanti dei cambiamenti climatici.

Sull’uomo moderno come persona singola il giudizio di Klages è altrettanto netto: «I più non vivono, ma esistono soltanto; sono schiavi del ‘lavoro’, che si consumano come macchine al servizio di grandi imprese, sono schiavi del denaro».

Un’illusione la superiorità dell’epoca moderna

Sul piano storico è un grave errore ritenere l’epoca moderna superiore alle civiltà antiche, per la circostanza che queste non perseguirono il progresso tecnico. Secondo Klages non lo fecero perché non gli interessava: «Essi costruirono templi, scolpirono statue e intagliarono camei di una bellezza e di una finezza che non ci sono più consentite, onestante noi fabbrichiamo i più sofisticati strumenti (…) essi lasciarono sistemi di saggezza che influenzarono il pensiero dell’Occidente per un millennio e mezzo, e in parte ancora oggi».

L’Uomo e la Terra, fu stampato in volumetto nel 1920 insieme ad un altro breve di Klages Coscienza e Vita, e così viene riproposto ora al lettore italiano dalle edizioni Mimesis, con le postfazioni di Luisa Bonesio e Sandro Gorgone.

Grafologia e Teoria della personalità

Ludwig KlagesDiversamente dall’agile L’Uomo e la Terra, Coscienza e vita rimanda direttamente alla sua opera principale Der Geist als Widersacher der Seele (Lo spirito come antagonista dell’anima) nella quale il filosofo espone la sua visione del mondo.

Prima di prenderla brevemente in esame varrà la pena ripercorrere la biografia del suo autore.

Nato ad Hannover il 10 dicembre 1872 Ludwig Klages studiò Chimica prima all’Università di Lipsia e poi a Monaco. Dopo la laurea nel 1900 rimase nella capitale bavarese fino al 1915.

Nel 1896 creò, con due colleghi, la Società Grafologia Tedesca divenendo l’indiscusso caposcuola della grafologia del suo paese, nonché fondatore della caratterologia (teoria della personalità) e della moderna scienza dell’espressione.

L’esperienza dei Cosmici

Ludwig Klages, L'Uomo e la Terra. I Cosmici

Karl Wolfskehl, Alfred Schuler, Ludwig Klages, Stefan George & Albert Verwey (1902)

Nel quartiere Schwäbing di Monaco Klages cominciò nel 1899 un sodalizio con lo scrittore e poeta Karl Wolfskehl (1869-1948), il mistico Alfred Schuler (1865-1923) e Ludwig Derleth (1870-1948), con i quali diede vita al circolo Die Kosmische Runde (la Cerchia Cosmica).

Ai Cosmici, come erano chiamati, si unì per qualche tempo anche il poeta Stefan George (1868-1933) al quale nel 1902 Ludwig Klages dedicò uno scritto elogiativo.

Con i Cosmici, e in particolare attraverso lo scambio intellettuale con Wolfskehl e Schuler, che il filosofo si avvicinò ad alcuni dei temi che riprenderà e svilupperà in seguito nella sua opera principale. La sua critica del mondo moderno, in gran parte ispirata al romanticismo tedesco e ad autori del XIX secolo, risentirà dell’influenza di Friedrich Nietzsche e Henri Begson e dell’antropologo svizzero Johann Jakob Bachofen (1815-1887) noto per il suo lavoro sulla società matriarcali.

Esaurita l’esperienza dei Cosmici, dal 1904 Klages si dedicò esclusivamente alla ricerca scientifica. Allo scoppio della Prima guerra mondiale nel 1914, si trasferì a Kilchberg in Svizzera, dove si sostenne con i diritti dei suoi scritti e con le sue conferenze.

Due anni dopo cominciò la stesura di Der Geist als Widersacher der Seele che uscì in tre volumi dal 1929 al 1932 e non è tradotta in italiano.

Il breve ritorno in Germania

In occasione del suo sessantesimo compleanno nel 1932 tornò in Germania per ricevere dalle mani del presidente Hindenburg la Medaglia Goethe per l’arte e la scienza.

Nel 1933 venne nominato «Senatore dell’Accademia Tedesca di Monaco». Ma l’iniziale entusiasmo delle autorità nazionalsocialiste per la sua dottrina andò presto scemando, probabilmente per le critiche del filosofo alla tecnica moderna e nel 1938 Klages venne dichiarato «nemico del regime». Morirà a Kilchberg il 29 luglio 1956.

La visione del mondo di Ludwig Klages, esposta nella sua opera principale, è affine a quella della gran parte degli esponenti della Rivoluzione Conservatrice tedesca e presenta anche diversi punti di contatto con il pensiero Tradizionale che vede nell’italiano Julius Evola (1898-1974) il maggiore rappresentante.

I temi comuni sono la critica della modernità incentrata su capitalismo e dominio della tecnica, la valorizzazione delle civiltà antiche, il valore attribuito del simbolo e del mito, la concezione della storia come progressiva decadenza, il ruolo del cristianesimo e poi del protestantesimo come levatrici della moderna civilizzazione.

L’opposizione tra Ragione e Vita

Ludwig Klages, Der Geist als Widersacher der SeeleIl punto centrale della visione di Klages è l’opposizione tra l’Anima (la Vita) e lo Spirito (la Razionalità). Per il filosofo lo spirito, Geist è l’intelletto astratto, antagonista della «vita» e dell’«anima», di ciò che è legato al sangue, alla terza, al fondo originario dell’esistenza.

Tuttavia secondo Julius Evola «pur riconoscendo il valore del simbolo e del mito come oggetto di una ‘scienza in profondità’, il filosofo tedesco vi vede solo una specie di proiezione dell’anima delle razze, concepita irrazionalisticamente, come una espressione di semplici ‘forze vitali’: la ‘Vita’ o lo ’inconscio collettivo’ si manifesterebbero nel simbolo e nel mito».

La visione tradizionale riconosce invece ragione e vita come due aspetti che devono essere ricondotti ad un’«unità superiore e anteriore all’uno e all’altro dei due termini» intesa come il vero centro dell’essere umano nel suo stato normale.

I limiti della visione di Klages

«Nelle civiltà superiori indoeuropee – scrive Evola – è esistito e ha avuto una funzione centrale un ideale essenzialmente spirituale e super razionale della conoscenza, ideale che potremmo chiamare della chiarezza metafisica.

Esso si esprime in tutto quello che nel mondo antico conobbe o adombrò nel simbolismo della luce, della chiarezza uranica, delle regioni e degli enti di un supermondo. Nucleo olimpico corrispondente all’elemento effettivamente primario di tutte le antiche civiltà superiori, delle loro mitologie, in una certa misura anche di varie loro istituzioni».

Il lettore che apprezzerà la bellezza e l’incisività de L’Uomo e la Terra, con il secondo saggio Coscienza e vita verrà introdotto in argomenti che meritano più di un approfondimento.

Con buona pace di quanto sosteneva il filosofo Jürgen Habermas che di Klages ammirava soltanto «i risultati di antropologia e filosofia del linguaggio» rifuggendo invece dalla sua «metafisica anti-intellettuale e dalla sua filosofia apocalittica storia».

Vincenzo Fratta

 

L'Uomo e la Terra

 

 

Ludwig Klages,
L’Uomo e la Terra,
Mimesis, pp.106

 

 

 

 

 

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