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Il diario spirituale
di un combattente europeo

Léon Degrelle La rivoluzione delle anime, Passaggio al Bosco

 

Quando giovane universitario lessi per la prima volta Militia, il diario spirituale del belga Léon Degrelle, capo politico e valoroso combattente sul fronte dell’Est nella Seconda Guerra Mondiale, rimasi profondamente colpito per la passione, il temperamento, la profondità e la delicatezza che trasparivano dalle sue pagine.

Leon Degrelle con la divisa della Legione Vallonie (1941-1941)Il libro, edito nel 1964 in francese con il titolo Les Ames qui brûlent, riuniva le note spirituali che Léon Degrelle aveva scritto nel corso delle vicende della sua vita avventurosa, prima e durante il conflitto mondiale. Ritroviamo ora le stesse atmosfere ne La rivoluzione delle anime, un testo di Léon Degrelle del 1938, pubblicato in prima traduzione italiana dalle edizioni Passaggio al Bosco.

Nella prima parte de La rivoluzione delle anime le riflessioni dell’autore si concentrano sulla natura, le tradizioni e l’atmosfera della sua regione natia, la Vallonia, nella seconda sulle vicende della sua patria, il Belgio.

Nell’ultima parte del libro si parla della «redenzione», delle qualità che un uomo deve avere per innescare un cambiamento radicale, prima dentro di se, poi all’interno della Comunità nazionale.

«Le grandi rivoluzioni – scrive Léon Degrelle – non sono politiche o economiche. Quelle sono piccole rivoluzioni, aggiustamenti meccanici. (…) La vera rivoluzione è ben più complicata, quella che mira a rimettere a punto non solo la macchina dello Stato, ma la vita intima di ogni anima.

Là non si tratta di revisioni e di verifiche quasi automatiche. Si tratta di vizi e di virtù, di vocazioni profonde e di debolezza, di speranze così umili e così care…».

Il politico e il combattente

Ma chi era Léon Degrelle? Nato il 15 giugno 1906 a Bouillon, da studente comincia a fare politica all’interno del partito cattolico, divenendo capo della Lega degli studenti cattolici, poi per la casa editrice di Lovanio «Christus Rex», direttore dei fogli di lotta Rex e Vlan.

Dalle pagine delle riviste propugna il rinnovamento del partito cattolico e attacca gli uomini politici corrotti e legati al grande capitale. Sono gli stessi temi che lo porteranno alla rottura con partito cattolico e alla fondazione, il 2 novembre 1935, di un proprio movimento politico denominato Parti Populaire de Rex.

Il partito di Lèon Degrelle diviene rapidamente il punto di raccolta del disagio generale nei confronti della partitocrazia dominante.

Nelle quotidiane manifestazione di massa il ventinovenne capo del Rex attacca la dittatura del capitalismo internazionale e fustiga gli scandali politici. Il suo aggressivoTinTin, il fortunato fumetto del belga Georges Hergé stile elettorale – definito da amici e avversari Rex-Appel – porta aria fresca nella statica compagine partitica belga.

La sua popolarità è talmente grande, che il Rex-Appeal del giovane giornalista d’assalto pare abbia ispirato Georges Hergé per la creazione del personaggio di TinTin, il fumetto creato dal disegnatore belga nel 1929.

Nelle elezioni del maggio 1936 i rexisti ottengono 270mila voti e 21 deputati, divenendo così un partito di massa nella regione vallona del Belgio.

In politica interna Léon Degrelle mira ad un accomodamento con i nazionalisti fiamminghi, mentre in politica estera si avvicina alla posizione universalistica dell’Italia fascista.

Forte del successo del 1936, rifiuta l’opzione di una «marcia su Bruxelles» e tenta di forzare la mano per la conquista del Governo, provocando elezioni anticipate nel distretto della capitale. Ma tutti i partiti, dai cattolici ai marxisti, si coalizzano contro di lui, convergendo sulla figura del presidente del Consiglio dei Ministri, e Degrelle è battuto. La sconfitta si riverbera sui consensi di Rex che alle elezioni del 1939 scende sotto al 5%.

Dopo l’occupazione tedesca del Belgio nel maggio 1940 i rexisti vedono la possibilità di riprendere l’iniziativa politica in campo nazionale ed europeo.

Volontario contro il Comunismo

Degrelle punta sulla carta tedesca senza identificarsi con i loro obiettivi annessionistici. Redige un Memorandum nel quale avanzava la richiesta di «permettere ad ogni popolo di poter conservare la propria personalità spirituale» e di riconoscere all’interno del Continente a guida nazionalsocialista il piccolo Belgio, come Stato unitario nell’autonomia delle sue due parti.

Non trovando ascolto nei vertici del Reich, nel 1941 dopo l’attacco all’Unione Sovietica, Degrelle si arruola nella Legione Vallone come soldato semplice. Attraverso una serie impressionante di combattimenti e di azioni personali sale rapidamente fino al grado di Colonnello.

Più volte ferito, decorato personalmente da Hitler con la massima onorificenza, il capo rexista diviene nel 1944-45 la figura simbolo della Nuova Europa sognata dai patrioti europei.

L’esilio del patriota europeo

Un anziano Léon Degrelle in Spagna durante un'intervistaIl giorno della resa della Germania il 7 maggio, Léon Degrelle si trova in Norvegia. In piena notte, insieme a cinque compagni, si impadronisce di un aereo abbandonato in una campo di aviazione di fortuna e vola verso la Spagna. L’Heinckel, danneggiato e a corto di carburante, si schianta sulla spiaggia nei pressi di San Sebastian.

Pieno di fratture ma vivo, viene trasportato e curato all’Ospedale General Mola. Sarebbe rimasto in Spagna per il resto della vita, in quanto non gli sarà più permesso il ritorno in Belgio.

Proseguirà dall’esilio l’attività di scrittore, testimoniando i suoi ideali, raccontando gli anni terribili della Guerra sul Fonte dell’Est, rammentando il significato della crociata contro il Comunismo intrapresa da migliaia di volontari di tutte le nazioni d’Europa.

Ne La rivoluzione delle anime aveva scritto: «Solo la qualità dell’anima conta, la vibrazione, il dono totale, la volontà di porre al di sopra di ogni cosa un ideale il più possibile disinteressato.

Solo la fede conta, l’ardente sicurezza, l’assenza completa di egoismo e di individualismo, la tensione di ogni fibra del proprio essere verso il servizio, in qualsiasi luogo, in qualsiasi modo, in nome di una causa che trascende l’uomo, chiedendogli tutto senza promettergli in cambio nulla».

A questa visione Léon Degrelle si attenne sempre. Concluse la sua esperienza terrena il 31 marzo 1994 a Malaga in Andalusia.

Vincenzo Fratta

 

 

 

Léon Degrelle
La rivoluzione delle anime
Passaggio al Bosco, pp.122