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I FUNERALI DI GINA LOLLOBRIGIDA

Addio, indimenticabile Bersagliera

Gina Lollobrigida nel manifesto del film «Woman Of Rome» del 1954

Si sono svolti oggi a Roma i funerali di Gina Lollobrigida, la nostra «bersagliera» così come l’aveva consacrata al grande pubblico Luigi Comencini nel film Pane, amore e fantasia, scomparsa all’età di 95 anni.

Gina Lollobrigida, la «bersagliera» di «Pane amore e fantasia» La «Lollo», come era nota a tutti per una marca di reggiseni a lei dedicata dai francesi, era nata a Subiaco, in provincia di Roma, il 4 luglio 1927 da un facoltoso produttore di mobili, Giovanni Lollobrigida.

Nel 1944 la famiglia si era trasferita a Roma per sfuggire alla povertà causata dai bombardamenti alleati sulla regione e qui la giovane diciasettenne trovò la sua strada: il cinema.

Gina, infatti, si iscrisse all’Accademia delle Belle Arti e per mantenersi agli studi iniziò a posare per i primi fotoromanzi con lo pseudonimo «Diana Loris».

Da Miss Italia al Grande Schermo

Il vero trampolino di lancio per lei arrivò nel 1947 con Miss Roma che la portò dritta alle finali di Miss Italia. Si aggiudica il terzo posto dietro a Lucia Bosè e Gianna Maria Canale e tutte e tre intraprendono la carriera cinematografica ma, dopo l’exploit a Miss Italia, la Lollobrigida faticò a farsi apprezzare dal cinema italiano

Esordì in una particina anonima nel film Aquila nera (1946) di Riccardo Freda dove è la «ragazza bruna» alla festa nel palazzo dell’usurpatore Gino Cervi.

Poi vennero i lavori con Pietro Germi nel film La città si difende e con Carlo Lizzani in Achtung banditi alla metà esatta del secolo scorso ritagliandosi ruoli di vigorosa passionalità popolana in cui affina la recitazione da autodidatta.

Il primo successo personale è però fuori dai confini: il francese Christian-Jaque la vuole per Fanfan La Tulipe (1952), nei panni scollati della zingara Adeline che con le sue false previsioni conquista Gérard Philippe, incapace di resistere al suo fascino.

E ben presto al suo fascino prorompente non potrà più resistere nemmeno il pubblico italiano. L’attrice recita per Bosetti nell’episodio La bellezza di Frine nel ’52, dove l’avvocato De Sica la fa assolvere dall’accusa di aver avvelenato il marito convincendo una giuria tutta maschile che «se la legge impone di assolvere le minorate psichiche» perché non dovrebbe fare lo stesso con uno «straordinario esempio di maggiorata fisica» come è appunto la Lollobrigida?

Il successo con il film di Comencini

Gina Lollobrigida e Vittorio De SicaOsannata dalla giuria nel film ma anche dal pubblico italiano, sempre più conquistato dalla sua bellezza, recita in seguito per Mario Monicelli e Steno, Mario Soldati e finalmente diventa diva in patria con il ruolo di Maria detta «la bersagliera» in Pane amore e fantasia di Luigi Comencini (1953), sempre in coppia con Vittorio De Sica.

All’estero Gina Lollobrigida diventa la protagonista di numerose produzioni internazionali: «Al confronto della Lollobrigida, Marilyn Monroe sembra Shirley Temple» dichiara Humphrey Bogart con cui recita nel Tesoro dell’Africa di John Huston (1954).

Seguiranno La donna più bella del mondo (1954) di Robert Z. Leonard, Trapezio (1956) di Carol Reed, Il gobbo di Notre Dame (1956) di Jean Delannoy, La legge (1959) di Jules Dassin e Salomone e la regina di Saba (1959) di King Vidor.

Ma non dimentica il cinema italiano dove torna nei panni della «bersagliera» in Pane amore e gelosia (1954) sempre di Comencini. Non interpreta però il terzo episodio, Pane amore e…, sostituita dalla «nemica» Loren.

E intanto Time il 16 agosto 1954 le dedica la copertina mentre i francesi battezzano con il suo nome (le Lollò) una nuova marca di reggiseni.

L’ultima vera prova l’attrice può considerarsi quella della fata Turchina nella sua versione televisiva di Pinocchio nel 1972 ancora con Comencini che ha impresso per sempre la sua prorompente bellezza nel cuore di tutti gli italiani con la sua ed ormai nostra indimenticabile «bersagliera».

Angela Alizzi

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