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La Serie A potrà davvero
ricominciare?

Il Campionato di Calcio di Serie A potrà davvero ricominciare?

 

La Serie A ricomincerà davvero? C’è una battaglia di posizioni tra il mondo del calcio ed il Comitato Tecnico Scientifico che, a torto o a ragione, ha posto un protocollo inattuabile per consentire la ripresa del campionato. Mettere in quarantena tutta la squadra dinanzi al primo contagiato vuol dire rifermarsi subito dopo essere ripartiti.

Calcio Serie A. Simone Inzaghi segue gli allenamenti della sua squadra a Formello indossando la mascherinaVuoi che tra gli oltre 500 giocatori di Serie A non esca fuori un nuovo contagiato? Ed infatti, notizia dell’ultima ora, sono stati trovati nel Parma due calciatori positivi (asintomatici) subito posti in isolamento mentre la squadra non è stata in quarantena in quanto individuati prima della ripresa degli allenamenti di gruppo.

Non credo che i giocatori accetterebbero di restare chiusi in ritiro e non vedere nessuno per un mese, con il rischio poi di vedersi sospendere di nuovo il campionato al primo contagiato.

O si pensa di poter fare un campionato con un protocollo che non preveda la quarantena per tutta la squadra, come in Germania, Spagna ed Inghilterra, oppure non si riprende a giocare e si rimanda tutto a settembre con l’inizio del nuovo campionato sperando che nel frattempo la situazione sia migliorata.

Inoltre perché si parla solo di calcio della Serie A, mentre abbiamo 12mila squadre regolarmente iscritte in Federazione con oltre un milione di tesserati, che ne sarà di loro?

Con dei protocolli così non potranno mai riprendere. E, a mio avviso, non potrà riprendere neanche il nuovo campionato a settembre. Se non si trova in fretta il vaccino si rischia infatti di rimanere fermi chissà per quanto.

Una considerazione è d’obbligo, ma i signori del calcio pensano davvero che la gente, con tutti i grossi problemi economici che sta affrontando, sia così realmente interessata al fatto se il calcio ricominci o no?

Ci sono file di centinaia di persone a Roma, quartiere Casilino, davanti la Casa della Misericordia per un piatto di pasta, e non sono solo barboni, c’è anche la gente che prima faceva regolarmente la spesa al supermercato ed adesso non dispone più dei mezzi necessari. Le persone sono ora concentrate sui problemi reali, perché i soldi non ci sono.

Chi vuole che il calcio ricominci, non lo fa, secondo alcune dichiarazioni, per portare un po’ di sollievo e distrazione alla gente, lo fa solo perché vuole finire di spolpare l’osso, perché ci sono in ballo i milioni di Sky.

Le date della possibile ripartenza della Serie A

Comunque, al di là di tutto ciò, nel caso di ripartenza, la prima ipotesi è la data del 13 giugno, disputare poi i recuperi e finire il 1° agosto come, da indicazioni Uefa, con la finale di Coppa Italia il 22 luglio.

La seconda ipotesi prevede il via della Serie A il 20 giugno, con effettuazione dei recuperi, niente Coppa Italia e ultima giornata sempre 1° agosto.

Si sono due scenari economici, il primo prevede la fine del torneo a porte chiuse, danno stimabile per il mondo del calcio in circa 580 milioni di euro, il secondo prevede il campionato chiuso senza essere terminati.

Se accadesse ciò Sky chiederà ai clubs uno sconto di 255 milioni, con un totale danni che arriverebbe a circa 800 milioni di euro. Un disastro per l’impero del calcio.

Marco Biccheri