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LE PELLICOLE PREMIATE A VENEZIA

Un documentario
da Leone d’Oro

Il documentario «All The Beauty and the Bloodshed» Leone d'Oro alla 79a Mostra del Cinema di Venezia

 

Si è conclusa la 79esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia che può essere definita la prima vera edizione «post-pandemia» per la grande presenza di pubblico, star e film di alta qualità.

A Luca Guadagnino il Leone d'Argento a Venezia per la regia di «Bones and All» La giuria presieduta da Julianne Moore e composta dai giurati Mariano Cohn, Leonardo Di Costanzo, Audrey Diwan, Leila Hatami, Kazuo Ishiguro, Rodrigo Sorogoyen ha assegnato il Leone d’Oro all’unico documentario in concorso All The Beauty and the Bloodshed.

Rovesciando tutti i pronostici il documentario diretto da Laura Poitras incentrato sulla figura della fotografa Nan Goldin ha sbaragliato tutti gli altri film. «Grazie al Festival per aver compreso l’importanza del cinema» ha dichiarato la regista dal palco della premiazione.

Il documentario racconta la lotta della fotografa Nan Goldin contro la potente famiglia Sackler, proprietaria della società farmaceutica Purdue Pharma, ritenuta responsabile della produzione di un farmaco devastante per crisi da overdose.

È la seconda volta che il Leone d’Oro va a un documentario. Nel 2013 era stato infatti premiato un documentario di Gianfranco Rosi.

La regista Laura Poitras aveva già vinto nel 2015 il premio cinematografico più prestigioso, l’Oscar, sempre con un documentario Citizenfour sullo scandalo dell’agenzia per la sicurezza Usa denunciato da Snowden.

Il Leone d’Argento, Gran Premio della Giuria di Venezia 79 è stato vinto dal film Saunt Omer di Alice Diop (Francia), unica opera prima del concorso a cui è stato assegnato anche il Leone del Futuro per l’opera prima.

La Coppa Volpi a Cate Blanchett e Colin Farrell

Il principale riconoscimento per gli attori è andato per le donne alla favorita Cate Blanchett per la sua interpretazione di una coraggiosa e irrequieta direttrice d’orchestra alle prese con il passare del tempo nel film Tár del regista Todd Field.

«Questa esperienza – ha dichiarato Cate Blanchett nel momento del ritiro del premio − mi ha cambiata come essere umano. Vorrei ringraziare la mia famiglia per aver sopportato la mia assenza. E la famiglia di Todd. Ringrazio tutte le persone nel mondo che fanno musica e che ci hanno aiutato a vivere negli ultimi due anni, lasciando da parte il loro ego per consegnarci qualcosa di meraviglioso». La rivedremo sicuramente tra le nominate all’Oscar.

Il vincitore della Coppa Volpi per il miglior interpretazione maschile è andata a Colin Farrell per The Banshees of Inisherin.

Una storia di amicizie e di rotture dai risvolti scioccanti, ambientata su una remota isola al largo della costa occidentale dell’Irlanda. «Non me lo aspettavo, ed è meraviglioso, è un momento davvero speciale» ha detto Colin Farrell in collegamento da Los Angeles. «Mi dispiace non essere presente, ma non mi lamento perché sono qui perché sto lavorando».

A Luca Guadagnino il premio per la migliore regia

Il Premio speciale della giuria è andato a No Bears di Jafar Panahi mentre il riconoscimento per la migliore sceneggiatura a Martin McDonagh per The Banshees of Inisherin.

Tra i cinque i film italiani in concorso, solo Bones and All di Luca Guadagnino vince ben due premi: Leone d’Argento per la regia e il premio Mastroianni a Taylor Russell come migliore interpretazione emergente.

«Che onore!» ha esordito il regista al momento della consegna del premio «Un ringraziamento molto sentito va alla Biennale. Non sarei qui stasera se non fosse per Alberto Barbera da quando decise di invitare quel folle film oltre vent’anni fa: The protagonists. Fare film è sempre stata la mia vita». Ed ha concluso i suoi ringraziamenti con un «Evviva il cinema».

Un evviva replicato anche dalla madrina del festival Roxio Munõz Morales che a conclusione del Festival ha dichiarato: «Possiamo dirlo: questa è stata l’edizione che ha davvero brillato di straordinaria normalità. Evviva!».

Angela Alizzi

 

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