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UNO SGUARDO SUL CAMPIONATO

Juve e Inter allungano,
ad inseguire c’è l’Atalanta

 

LA REMUNTADA ALL’OLIMPICO
L’Atalanta contro la Lazio all’Olimpico, fa parecchio rumore nel primo tempo. Imprendibile Muriel all’inizio che sigla la sua doppietta personale, poi il «nano maledetto» Papu Gomez stende (o almeno suppone di farlo) definitivamente la Lazio siglando la terza rete. Ma «partita finisce quando arbitro fischia” diceva il mitico Vujadin Boskov. Così accade che la Lazio ci provi, e grazie ad un fantastico gol di Correa ed alla scaltrezza di Immobile che «rimedia» due rigori (ineccepibili però a termini di regolamento» raggiunge un insperato pareggio rischiando nel finale quasi di vincere la partita. Inzaghi salva la panca, non si sa ancora per quanto (secondo me per poco) ma intanto (forse) mangia il panettone.

GRAZIE MILIK
A Napoli, dopo un primo tempo di grande sofferenza (fischi compresi per Ancelotti, mai amato dai napoletani che rimpiangono, a ragione, Sarri) ad opera di un aggressivo Verona, si riprende la scena la squadra di casa grazie al redivivo Milik che mette a segno una doppietta e dimostra che non può essere considerato una semplice riserva. Un problema ulteriore questo per il tecnico napoletano che non riesce, al momento, a soddisfare il palato fine dei tifosi napoletani che forse Sarri aveva abituato troppo bene.

CHE SOFFERENZA PER SARRI
Bene anche la Juventus, contro il Bologna (2-1) anche se soffre (molto) nel finale in cui i felsinei reclamano un rigore molto dubbio, prendono una clamorosa traversa piena a portiere battuto, e costringono lo stesso Buffon ad un miracoloso intervento nei secondi di recupero. Molto bene i bianconeri per ottanta minuti che sembrano stiano assimilando sempre più i dettami del mister Sarri. Maluccio De Light, lo strapagatissimo difensore olandese che sembra ancora un corpo estraneo in questa squadra.

I QUATTRO GOAL DI LU-LA
Montagne russe per il Sassuolo contro una pazza Inter (3-4), che dopo essere stata in vantaggio per 1-4 si rilassa e permette al Sassuolo di ridurre le distanze fino al 3-4 creando sconcerto in panchina, in campo e tra i tifosi tra i nerazzurri. La squadra comunque si ricompatta quanto basta ad evitare una beffa che sarebbe stata lacerante per la piazza milanese.

L’Inter si prende finalmente 3 punti in una piazza dove negli ultimi anni era sempre rimasta a secco, ma i cali di tensione dimostrati in questa partita sono dei campanelli d’allarme che Conte non potrà di certo sottovalutare.

STA TORNANDO LA ROMETTA?
Uno sguardo più in basso e si vede la Roma (sta tornando Rometta?) bloccata sul nulla di fatto a Genova, contro la nuova Samp di Ranieri che si arrocca, come prevedibile, in difesa, e palla avanti e pedalare. Certo non sarà il massimo del calcio moderno, ma Ranieri è questo e proprio per questo è stato chiamato, una sorta di minestraro-ricompattatore per squadre in difficoltà anche se, nella sua ultima esperienza romana, ha ricompattato ben poco.

Contro una squadra ultima in classifica, primo tiro in porta della Roma al 78’ c’è bisogno di aggiungere altro? E non sono di certo sufficienti i continui incredibili infortuni che stanno colpendo questa società, i tifosi romanisti dovranno prendere atto che la Roma non può più considerarsi una squadra da considerare nel novero delle più forti, ma una squadra appena poco più di centro-classifica.

PIOLI (QUASI) STECCA LA PRIMA
Il Milan cerca di ripartire con la carica suonata dal nuovo allenatore, quel Pioli che devo ricordare però che è uno dei mister più esonerati che ci siano in circolazione. A San Siro scende il Lecce, avversario ritenuto (a torto) non proprio irresistibile, mentre invece la compagine di Liverani (un tecnico interessante) gioca un calcio moderno, pressarolo, con la squadra sempre corta ed in linea.

Primo tempo di totale dominio del Milan, che appare subito vivace e meglio predisposto alla manovra offensiva di quanto non lo fosse fino alla partita precedente, con un Calhanoglu in forma strepitosa che sigla il primo gol ed origina il secondo dopo il temporaneo pareggio del Lecce. Nel finale gli uomini di Liverani chiudono il Milan nella propria metà campo e nel recupero Calderoni estrae dal cilindro una saetta che sorprende nettamente Donnarumma e si infila sulla sua sinistra, quasi imparabile. Pioli stecca la prima ed ora ha davanti a se un calendario difficile. Mangerà il panettone?

Marco Biccheri

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