fbpx

I monaci-guerrieri
a difesa della Terra Santa

Giuseppe Ligato, Le armate di Dio. Templari, Ospitalieri e Teutonici in Terra Santa, Salerno Editrice

 

Si intitola Le armate di Dio, il nuovo libro dello storico della Crociate Giuseppe Ligato nel quale si approfondisce il rapporto dei tre ordini monastico-guerrieri – Templari, Ospitalieri e Teutonici – durante la loro permanenza in Terra Santa.

Le armate di Dio. San Giovanni d'Acri, l'ultima roccaforte cristiana in Terra SantaIl saggio, pubblicato da Salerno Editrice, si ferma al maggio 1291 quando con la caduta di San Giovanni d’Acri cessa la presenza cristiana in Palestina. La vicenda dei tre Ordine continuerà per i Teutonici con le Crociate nel Nord d’Europa, per gli Ospitalieri nella vigilanza navale nel Mediterraneo contro i pirati mussulmani, mentre per i Templari terminerà con tragica distruzione dell’Ordine ad opera del re di Francia Filippo il Bello nel 1314.

Nel 1095 papa Urbano II aveva invitato la cavalleria europea a indirizzare le proprie energie a riportare in mano cristiana i Luoghi Santi. Quattro anni dopo, con la prima Crociata, Gerusalemme era riconquistata.

Mentre la maggior parte dei cavalieri terminata la crociata rientravano in Europa, per mantenere le conquiste dei Regni cristiani e proteggere i pellegrini dagli attacchi dei predoni c’era però bisogno di soldati professionisti che rimanessero Oltremare.

Per risolvere il problema si istituì così l’inedita figura del monaco-guerriero. Prendendo spunto da un primo nucleo di monaci combattenti guidati da Ugo de Payns, il Concilio di Troyes del 1129 approvò la Regola del Cavalieri del Tempio, predisposta da San Bernardo di Chiaravalle.

Dai nuclei di volontari laici che gestivano a Gerusalemme l’assistenza ai pellegrini, rispettivamente l’Ospedale di San Giovanni e l’Ospedale di Santa Maria dei Teutoni, si sarebbe sviluppato poco dopo l’Ordine degli Ospitalieri e più tardi quello dei Teutonici.

San Bernardo di Chiaravalle
benedice i nuovi monaci-guerrieri

Il nuovo genere di Cavalieri aveva un compito arduo, in quanto doveva unire i valori religiosi, con le liturgie ad essi connesse, e l’attività materiale, ossia il combattimento e il duro allenamento quotidiano. Si trattava di uomini esperti nell’uso delle armi che mettevano la loro spada al servizio di Dio, entrando in un ordine monastico e prendendone i voti.

I Templari, scrive Bernardo di Chiaravalle nel suo trattato In Lode della nuova milizia, «dovevano condurre senza risparmio di energie una lotta su un duplice fronte, sia contro la carne e il sangue, sia contro gli spiriti maligni vaganti nell’aria.

Ne Le armate di Dio Giuseppe Ligato mette in luce le particolarità della nuova figura di monaco in armi, analizza le loro sedi e i loro castelli, i rapporti fra i tre ordini fra loro e con il Regno di Gerusalemme, le modalità di combattimento e la percezione che l’Islam aveva di questi temuti cavalieri cristiani.

Il loro valore era ben chiaro ai Mussulmani, al punto che Saladino, il grande Sultano noto per la sua magnanimità e generosità con i vinti, dopo la vittoria ai Corni di Hattin che gli aprì la strada per Gerusalemme, non esitò a mandare a morte i Templari e gli Ospitalieri prigionieri, pronunciando le seguenti parole: «Voglio purgare la terra da questi guerrieri immondi che non rinunceranno mai alla loro ostilità, non rinnegheranno mai la loro fede e non saranno mai utili come schiavi».

Vincenzo Fratta

Giuseppe Ligato, Le armate di Dio. Templari, Ospitalieri e Teutonici in Terra Santa, Salerno Editrice

Giuseppe Ligato,
Le armate di Dio,
Salerno Editrice, pp.159, €14

 

 

 

 

TEMPLARI E CAVALIERI TEUTONICI

Il lettore che stimolato da Le armate di Dio volesse allargare le sue conoscenze sugli ordini monastici-guerrieri e al tempo stesso conoscere il loro intero percorso storico, consigliamo la lettura di Barbara Frale, I Templari (Il Mulino, pp.193, €11,50) e di William Urban, I Cavalieri Teutonici. Storia militare delle Crociate del Nord. (Leg, pp.401, €23).