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Dragobete, l’antica festa
rumena dell’amore

Dragobete, l'antica festa romena dell'amore

 

Le comunità romene nel mondo si preparano a celebrare il 24 febbraio Dragobete, la loro antichissima festa dell’amore che secondo la tradizione risalirebbe ai Daci, i loro predecessori. Dragobete si affianca a San Valentino nel celebrare gli innamorati e, di converso, la rinascita della vita vegetale e animale dopo il lungo e rigido inverno.

Dragobete, l'antica festa romena dell'amoreDio pagano campestre dell’amore e della fertilità, identificato con Cupido, Dragobete, secondo l’etnologo romeno Simeon Florea Marian, «è un essere parzialmente umano, parzialmente angelico, un giovane bello e immortale, che va in giro per il mondo. Però la gente non lo può vedere, in quanto macchiata di bestemmie e cattiveria».

La giornata è ricca di riti: nei paesi i giovani indossano gli abiti tradizionali, pronti a fare nuove amicizie e respirare i profumi della natura passeggiando tra le foreste e raccogliendo bucaneve, viole e moscatello, piante che si utilizzavano per le magie d’amore.

C’è chi balla la «hora», una danza in cui tutti i partecipanti si prendono per mano e creano un grande cerchio; il momento tanto atteso, però, è quello in cui le ragazze tornano verso casa seguite dai ragazzi, ognuna dal proprio corteggiatore, al grido di «Dragobete bacia le ragazze» (Dragobetele sărută fetele).

Se l’uomo riesce a prendere quella da cui è attratto, ecco che come premio riceve un bacio, un gesto prezioso che sigilla il loro legame con un anno ricco di felicità e denaro; in caso contrario, se non si accende alcuna scintilla, la tradizione non promette nulla di buono, sarà senz’altro un anno senza amore.

Altri curiosi rituali di questo indimenticabile giorno: le giovani raccolgono e sciolgono la neve e con quella si lavano i capelli e il viso. In questo modo rimangono belle tutto l’anno.

Nessuno deve piangere o essere triste, altrimenti questa tristezza durerà per un anno. Vietato inoltre lavorare i campi, fare lavori di giardinaggio (anticamente si aveva paura di scatenare l’ira di Dragobete), vietato cucire, tessere o fare lavori domestici pesanti.

È anche abitudine spendere denaro per accattivarsi la benevolenza del Dio e propiziarsi 365 giorni di abbondanza. Ma le donne, comunque, dovranno seminare il basilico in vaso, una pianta con proprietà magiche.

Nel giorno di Dragobete, infine, nessun uomo dovrà infastidire, con frasi o atteggiamenti irriguardosi, le donne.

Mariapaola Tangianu

 

 

Sulla pagina Facebook dell’Accademia di Romania a Roma, il 24 febbraio alle ore 15, si potrà assistere alla visione on line di un documentario dedicato a Dragobete.