CALCIO E COVID-19

Anche se si giocherà
niente sarà più come prima

Calcio e Covid-19. Anche se si riprenderà a giocare la stagione 2019-20 è compromessa? Che ne pensate

 

Con l’epidemia in corso non è il momento per parlare di calcio e pensare al calcio e questo, purtroppo, lo sappiamo tutti. La testa e il cuore sono altrove, ma abbiamo anche bisogno di coltivare speranze e guardare oltre, abbiamo bisogno di porci traguardi, dobbiamo convincerci, e credere sempre più fermamente, che tutto questo finirà.

Calcio e Covid-19. Il pallone attende paziente nello stadio vuotoPerché finirà. E tornerà la vita, quella vera, non quella claustrofobica di oggi, magari tornerà diversa, e magari chissà, forse anche migliore di prima, ma tornerà. E con lei tornerà anche il calcio, ma non sappiamo quando, non sappiamo come. Nessuno può dire se e in che modo finirà la stagione di Serie A. Ma, a mio avviso comunque vada, questa stagione è ormai compromessa. Finirla significherebbe mettere una toppa che ritengo ingiusta.

Mancano dodici giornate alla fine, un totale di 124 partite ancora da giocare, la parte decisiva della stagione e quando si ripartirà, se si ripartirà, niente sarà più come prima, sia nei valori, e sia nello stato emotivo e fisico delle squadre. Ed è per questo che credo sia meglio chiudere il libro dei sogni e riporre questi pensieri leggiadri.

Un po’ d’aria e un po’ di leggerezza l’abbiamo annusata, ma è giusto che la mente torni dove è giusto che sia. C’è da capire, c’è da riflettere, da commuoversi, da piangere, ma anche da lottare e reagire per farcela, per vivere e per tornare a considerare il calcio quello che è sempre stato, ossia la cosa più importante delle cose meno importanti della vita.

Come non prendere atto che oggi lo sport, in modo quasi unanime, sta andando alla cancellazione della stagione agonistica? È un dato di fatto che appare sotto gli occhi di tutti. Il calcio, invece, nella sua arroganza e pretesa di appartenere ad un settore privilegiato, vuole andare avanti e si mette in una situazione diversa rispetto alle altre discipline.

L’occasione per una riforma epocale anche nel calcio

Questa che stiamo vivendo è una tragedia che, dal punto di vista economico, lascerà sul campo parecchi feriti e anche qualche morto. Chi aveva già dei problemi ed era più debole pagherà pesantemente rispetto a chi disponeva di fieno in cascina.

E allora approfittiamo di questo disastro per fare una riforma epocale, rivediamo le critiche dinamiche economiche dei calciatori delle serie minori, che campano con lo stipendio e si ritrovano a 35 anni senza più un lavoro, riformiamo anche le dinamiche in tutte le altre discipline sportive non toccate dalla fortune economiche dei calciatori delle serie maggiori.

Anche perché è tristemente vero che molte società negli ultimi anni sono fallite in A e ancora più in B e in Lega Pro. Approfittiamo allora di questa crisi per fare delle cose che in un altro contesto storico sarebbero impossibili, cogliamo l’occasione.

Chiudo stigmatizzando la chiusura da parte dei calciatori italiani della Serie A a dare la loro disponibilità ad un taglio dei loro stipendi milionari. Mi sarei aspettato da loro un contributo economico importante magari in favore di quelle famiglie del personale sanitario che hanno perso i loro cari, eroi che, malgrado i loro magri stipendi, non hanno esitato a mettere a repentaglio le loro vite per salvare le nostre.

Penso che qualcuno si dovrebbe vergognare.

Marco Biccheri

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