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Promossi, bocciati e rimandati
nel mercato di gennaio

Promossi, bocciati e rimandati nel calcio mercato di gennaio

 

Si è chiusa la sessione invernale del calcio mercato. Proviamo a tracciare un bilancio della Serie A ridisegnata da un mese di intense trattative e da numerose operazioni che hanno visto squadre promosse, alcune rimandate, altre bocciate.

Il calcio è cambiato, questo è il calcio dei procuratori, delle finanziarie, dei fondi d’investimento, non ci sono più giocatori che vestono la stessa maglia per tutta la carriera, ormai sono sempre in movimento perché ci sono offerte che non si possono rifiutare e che le società sono costrette ad accettare per non rischiare di perdere poi il giocatore a parametro zero, vedi la Fiorentina con Vlahovic.

Juventus

La Juve appare, almeno sulla carta, la regina del calciomercato, oltre al colpo Vlahovic per l’attacco (67 milioni più bonus alla Fiorentina), Allegri ha aggiunto alla rosa anche un centrocampista muscolare come Zakaria (al Borussia Monchengladbach sono andati 3,5 milioni più 4 di bonus), che meglio si integra negli schemi poco propensi al fioretto (vedi Bentancur) di Allegri.

Le cessioni di Kulusevski e dello stesso Bentancur al Tottenham (con sentiti ringraziamenti a Paratici, ex DS della Juve…) e quella di Ramsey al Glasgow Rangers hanno alleggerito i conti.

Il tecnico livornese adesso ripartirà dal 4-2-3-1 con Zakaria e Locatelli mediani, Cuadrado alzato sulla trequarti e Dybala alle spalle dell’ex bomber viola.

Forse non c’è più tempo per lo scudetto, ma per tentare un posto Champions, quello sì, bisognerà vedere l’impatto di Vlahovic ad alti livelli soprattutto europei, finora tanti gol li ha fatti solo in Italia, non dimentichiamo il caso di Ciro Immobile, bomber implacabile nella Serie A ma piuttosto deludente poi nelle coppe europee ed in Nazionale.

Vado controcorrente pensando che la Juve dello scorso anno con Ronaldo e Bentancur fosse più forte di quella di adesso.

Inter

Positive anche le scelte dell’Inter che ha optato per pochi innesti ma di qualità, innesti intelligenti e funzionali come Gosens dell’Atalanta, nazionale titolare della Germania che si alternerà con Perisic e del jolly Caicedo per l’attacco.

Giocatori che non intaccheranno gli equilibri di uno spogliatoio che ha tante certezze e che si appresta a lanciarsi verso la volata per il secondo scudetto consecutivo.

È pur vero che Gosens è reduce da un brutto infortunio che l’ha tenuto a lungo lontano dai campi di gioco ma credo che i nerazzurri abbiano ottenuto ampie garanzie dalle visite mediche effettuate dallo stesso.

Caicedo credo sia il più forte attaccante panchinaro della Serie A, riesce, pur entrando a freddo, ad entrare sempre in partita e la scorsa stagione con i suoi gol sul finire della partita ha tolto parecchie castagne dal fuoco ad Inzaghi che per questo l’ha rivoluto accanto a se in questa sua nuova e stimolante avventura interista.

Milan

Insufficiente il Milan, Pioli mantiene la rosa collaudata e aggiunge il giovane Lazetic (2004), davvero poco per tamponare la costante emergenza infortuni ed evitare di gettare sulle spalle di Ibra e Giroud, peraltro perennemente acciaccati, il peso della stagione.

Pioli avrebbe meritato una ciliegina per continuare a lottare per lo scudetto. La difesa comunque sembra avere i problemi maggiori, l’infortunio pesante di Kjaer non è stato compensato da in acquisto adeguato, la sensazione è che il club abbia voluto chiudere i rubinetti per questa stagione.

Napoli

Il Napoli ha scelto la strada della continuità, De Laurentis si conferma poco avvezzo a stravolgere i piani a gennaio e si è puntato più sul recupero di Koulibaly e Osimhen. I partenopei cambiano solo una pedina in difesa (Tuanzebe per Manolas) e nella speranza che il capitano Insigne, in partenza a giugno per Toronto, non mollerà, tenteranno di dire la loro fino alla fine per la corsa allo scudetto.

Atalanta

L’Atalanta ha tenuto botta, ha mantenuto Muriel e Miranchuk ed ha compensato la partenza di Gosens con il «dribblatore» Boga. Gasperini ha ricambi in tutti i reparti e, a parte il momento delicato di Ilicic, può continuare a stupire.

Se l’ex esterno del Sassuolo dovesse integrarsi subito, potrebbe continuare a viaggiare tra le prime quattro e qualificarsi ancora una volta per un posto Champions.

Roma

Per la Roma una buona sufficienza, Mourinho ha avuto modo di gioire per gli effetti dell’acquisto di Oliveira e Maitland-Niles, ma alla società non è riuscito il colpo Xhaka.

I giallorossi con il portoghese hanno messo un giocatore di prima fascia a centrocampo.

Forse Mou sperava in un ritocco finale, ma alcune mancate cessioni hanno bloccato le operazioni. Intanto tanto di cappello a questa società che, dall’agosto 2020 ha investito 535 mio di euro, e per tenere i conti a posto sta versando una media di poco inferiore ai 20 mio al mese dovuti al fatto che gli introiti che si sono notevolmente contratti sia a causa della pandemia, sia per la mancanza della Champions, ecco perché non ci sarebbe tanto da meravigliarsi se si dovesse vendere qualche gioiellino di casa.

I Friedkin dovranno decidere quale sarà l’obiettivo del nuovo anno, ottenere il pareggio di bilancio oppure rinforzare la rosa come chiede Mou?

Lazio

Bocciata la Lazio, non sono arrivati i difensori richiesti, e sembra non sia stato accolto benissimo l’acquisto, come vice Immobile, del capoverdiano Jovane Cabral dallo Sporting Lisbona, acquisto che fatto storcere il naso al tecnico Maurizio Sarri, per lottare per la Champions sarebbe servito ben altro.

Il tecnico è amareggiato e glissa sul rinnovo, i tifosi hanno contestato vivacemente l’operato del presidente, che a sua volta replica contestando ai tifosi la scarsità di presenze nello stadio, e su questo nulla da obiettare, in alcune partite della Lazio in casa l’Olimpico sembrava desolatamente vuoto…

Marco Biccheri

 

 

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