AL CINEMA: PARASITE

Anche i poveri possono
essere bastardi

 

Tutta la famiglia di Ki-taek è senza lavoro. Ki-taek è particolarmente interessata allo stile di vita della ricchissima famiglia Park. Un giorno, suo figlio riesce a farsi assumere dai Park e le due famiglie si ritrovano così intrecciate da una serie di eventi incontrollabili. Questa la trama di Parasite, del regista Bong Joon-Ho, vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes 2019, primo film della Corea del Sud ad aggiudicarsi il premio. È stato selezionato per rappresentare il suo paese nella categoria per il miglior film in lingua straniera ai premi Oscar 2020.

Lo diceva Bunuel che i poveri possono essere dei bastardi che non hanno sempre l’alone romantico del realismo francese e che non sono puri e ingenui come quelli disegnati nel neorealismo italiano. Lo conferma il coreano Joon-Ho Bong questo suo ultimo capolavoro che racconta la parabola del ricco e del povero, un conflitto sociale oggi inasprito dalla tecnologia e combattuto a colpi di social e di smartphone. Potrebbe, in fondo, non rappresentare nulla di nuovo, questo film però ha il merito di non prendersi troppo sul serio, è un opera che travalica ogni confine, estremo, disturbante, fuori le righe ma ricco anche di elementi comuni al cinema di massa, a quel «disturbo» che piace anche ai box office.

È un film dominato dagli eventi temporali, dal cibo e dalle dimore viste come barriere protettive contro i mali del mondo esterno, una commedia con dei tratti più che altro grotteschi con un finale un po’ a sorpresa. Ottime le interpretazioni, la fotografia e la colonna sonora, in cui spicca anche Gianni Morandi insieme a varie forme di musica classica.

Comunque c’è poco da dire, qui siamo su dei livelli decisamente «over» con un opera che, a differenza magari di altre dello stesso livello un po’ «pesanti», si lascia invece vedere senza noia malgrado la lunga durata. L’unico dato negativo è che dopo averla vista, facendo il paragone con altri films natalizi che intaseranno a breve le sale cinematografiche, potresti chiederti: «ma come è possibile che ci possa essere tanta mondezza in giro?». Specialmente versante Italia, of course…

Marco Biccheri

PARASITE di Joon-Ho Bong. Corea del Sud 2019

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