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Vincono le donne,
l’Italia festeggia con 3 premi

Bilancio del 78 Festival del Cinema di Venezia. Leone d'Oro a Annie Ernaux

 

Spenti gli schermi del 78° Festival del Cinema di Venezia, riepiloghiamo l’assegnazione dei premi.

Per la seconda volta consecutiva vince il Leone d’Oro per il miglior film una regista donna. Nel 2020 il premio era andato per Nomaldland a Chloe Zhao che quest’anno faceva parte della giuria insieme al regista italiano Saverio Costanzo, l’attrice belga Virginia Efira, l’attrice e cantante britannica Cynthia Erivo, il regista romeno Alexander Nana, l’attrice canadese Sarah Gadon.

La giuria presieduta dal regista sudcoreano Bong Joon ha assegnato il Leone d’oro per miglior film a L’ėvénement di Audrey Diwan. 41 anni alla sua seconda regia. «Ci ha conquistato tutti subito. È un premio all’unanimità» ha detto Bong Joon.

Un film di una donna sulle donne L’événement è tratto dall’omonimo romanzo di Annie Ernaux. Racconta la storia vera di una studentessa universitaria francese, interpretata da una straordinaria Anamaria Vartolomei, che nel 1963 cerca, per poter essere libera e realizzare la sua vita lavorativa, di abortire clandestinamente in clima di terrore.

In quel periodo l’aborto in Francia, infatti, era illegale e chi abortiva finiva in galera. «Ho detto: non limitiamoci a guardarla questa donna, cerchiamo di essere davvero lei» ha dichiarato la regista che è riuscita perfettamente nell’intento.

La visione di questo film è un pugno allo stomaco. Uscirà nelle sale italiane a fine ottobre e siamo sicuri che, per la crudezza con cui affronta il tema dell’aborto, farà molto discutere in un Paese con una matrice cattolica forte come il nostro.

Anche il Leone d’argento per la miglior regia va ad un altra donna Jane Campion con il western The power of the dog con Benedict Cumberbatch e Kirsten Dunst. «Ho messo tutta me stessa nel grandioso racconto di Savage, ne sono stata conquistata. In Phil ho sentito l’amante e la sua profonda solitudine» ha rilasciato un una intervista. «Sono onorata di poter condividere questo film con veri spettatori, in un clima reale».

E sempre ad una donna va il Premio per la migliore sceneggiatura. Lei ė Maggie Gyllenhaal, sorella di Jake Gyllenhaal, sceneggiatrice e regista del suo primo film The lost dauther con Olivia Colman. Tratto da un romanzo di Elena Ferrante e trasformato in una tragica vacanza in Grecia, ci da uno sguardo pieno di cliché su come gli americani vedono gli europei del Mediterraneo. «Mi sono sposata in Italia e i miei figli sono stati concepiti qui» ha dichiarato mostrando il suo apprezzamento per l’Italia che si aggiudica dei premi importanti in questa edizione.

Tre premi all’Italia

78 Festival del Cinema di Venezia. Gran Premio della Giuria a Paolo Sorrentino

Il Gran premio della giuria è andato, infatti, al nostro Paolo Sorrentino con il film autobiografico È stata la mano di Dio. Con la voce a tratti rotta dall’emozione ha ringraziato tutti, cast, famiglia e Tony Servillo.

«A chi mi dice, fai un altro film con Servillo rispondo, guarda dove sono arrivato facendo film con lui». Ha poi concluso citando due scene che nel film non ci sono. «Quella con un uomo alto 1.60 in un campo di calcio che vi ringrazia, Maradona. E la seconda scena, quella del funerali dei miei genitori quando il preside mandò solo una rappresentanza di 4 compagni di classe. Ci rimasi male. Adesso ci siete tutti: tutta la mia classe che siete voi».

Il film di Sorrentino riceve inoltre un altro importante riconoscimento. Il protagonista Filippo Scotti che interpreta il giovane Paolo Sorrentino, anche grazie ad una notevole somiglianza con il regista napoletano, riceve il premio migliore attore emergente Marcello Mastroanni. «E’ bellissimo e pesante, si sviluppa in altezza» ha detto la giovane promessa del cinema sul premio.

E sempre l’Italia si aggiudica un terzo riconoscimento con il Premio Speciale della Giuria andato al film Il buco di Michelangelo Frammartino. «Ringrazio tutti gli speleologhi che si prendono cura del buio». Il film, infatti, parla di un gruppo di speleologi provenienti dal Nord che, nel 1961, si addentra all’interno dell”inesplorato Abisso di Bifuro, una grotta profonda 683 metri nel parco nazionale del Pollino.

La Coppa Volpi

78 Festival del Cinema di Venezia. Coppa Volpi a Penelope Cruz

Penelope Cruz, una delle Madres paralelas del film di Pedro Almodovar in cui interpreta una madre coraggio a cui viene scambiata nella culla la propria figlia, si porta a casa la Coppa Volpi per migliore attrice.

La coppa in casa farà compagnia alle altre due che ha già vinto il marito, l’attore Javier Bardem. E lei dedica il premio alla suocera «Le sue ultime parole sono state coppa volpi. Come faceva a saperlo?»

A sorpresa, battendo i vincitori annunciati Toni Servillo e Antonio Banderas, l’attore filippino John Archilla si aggiudica, invece, la coppa volpi miglior attore per il film On job: missing 8.

La 78a edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia può dunque essere considerata il festival della ripartenza. La madrina Serena Rossi ha dichiarato: «Siamo tornati a mescolarci, ad intrecciare le nostre passioni, in primo luogo quella per il cinema». Un Festival che ha visto le donne combattere ad armi pari con gli uomini e vincere, cosa rara nel cinema e non solo nel cinema… e non possiamo non concludere con le parole della vincitrice del Leone d’oro «Uomini e donne: facciamo questo viaggio che avviene nel film insieme».

Un viaggio che è quello del cinema, ma anche della vita, che va fatto dagli uomini e dalle donne insieme…

Angela Alizzi