FORZE DI SICUREZZA

Un lavoro ad alto rischio
senza assicurazione Inail

 

La legge italiana stabilisce che l’assicurazione Inail è obbligatoria per tutti i datori di lavoro che occupano lavoratori dipendenti in attività che la legge identifica come rischiose. Per coloro che non adempiono a tale obbligo o presentano domanda di iscrizione non contestualmente all’inizio dell’attività sono previste sanzioni civili.

Può sembrare assurdo ma da questo obbligo pare esonerato lo Stato che non prevede l’assicurazione obbligatoria per forze di sicurezza, Polizia e Carabinieri, e Vigili del Fuoco che nonostante un lavoro molto rischio possono al massimo aspirare a convenzioni agevolati da sottoscrivere individualmente.

Sul proprio sito è la stessa Inail a precisare che «Le disposizioni contenute negli articoli 1 e 4 del Testo Unico 1124/65 non si applicano al personale delle Forze Armate e delle forze di Polizia che rimangono disciplinati dai rispettivi ordinamenti, fino al complessivo riordino della materia, così come sancito dall’art. 12 bis del Decreto Legge 11/2009».

Ad undici anni dall’approvazione del testo però le forze di sicurezza hanno al massimo stretto convenzioni con compagnie private e nulla più.

Una situazione che poliziotti e membri della Benemerita vivono da sempre ma che per i pompieri è relativamente nuova, fino al 2013 infatti beneficiavano dell’Onavf chiuso però perché l’Istituto non era più in grado di pagare il premio, che si aggirava intorno ai 2,5 milioni di euro annui, anche perché l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti, ai tempi dell’ultimo governo Berlusconi, aveva stabilito un taglio del 75% ai fondi di questo ente.

Il problema quindi non è nuovo ed anzi nel corso degli anni ci sono state anche varie interrogazioni parlamentari, una delle ultime a firma di Paolo Tosato, esponente della Lega, che sollevava il problema proprio a riguardo dei Vigili del Fuoco cui veniva risposto ricordando le convenzioni stipulate che permette al corpo di garantire interventi di natura previdenziale privilegiata e assistenziali, nonché di natura indennitario-risarcitoria che consente la tutela dell’infortunato per tutto quanto necessario ai fini del recupero completo e tempestivo dell’integrità fisica e della salute in generale.

Nel dicembre 2017 il deputato del Pd Gian Piero Scanu presentò un emendamento alla Legge di Bilancio 2018 proprio per prevedeva che l’accertamento della sussistenza del «nesso di causalità tra l’attività lavorativa e l’infortunio sul lavoro non spettasse più alla medicina medico-legale militare, bensì all’Inail».

In sostanza quindi quando un poliziotto o un carabiniere si fa male in servizio, ad esempio durante un inseguimento, durante un servizio allo stadio o mentre stanno eseguendo un fermo, ovviamente non paga per le cure che gli vengono prestate in Pronto soccorso ed in caso di operazione il primo mese non paga le medicazioni ma subito dopo deve pagare ogni cosa: le visite, le terapie e le eventuali ulteriori cure specialistiche ed ovviamente anche il ticket sanitario.

In seguito l’interessato può presentare domanda per il rimborso spese, che però ottiene solo dopo il riconoscimento della causa di servizio, per il quale è previsto un percorso lungo e tortuoso.

Fabrizio Di Ernesto

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