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Gravi e gratuite le accuse
ai Commercialisti

Roberto Saviano, ospite da Fabio Fazio, lancia gravi e gratuite accuse ai commercialisti

 

Che qualcosa di sbagliato e pericoloso circolasse nell’aria c’è ne eravamo accorti da tempo e non si tratta del virus più temuto chiamato Covid 19, ma è la mancanza di rispetto. Da qui discendono una serie di comportamenti che, a tutti i livelli, umiliano e impoveriscono l’uomo. Oggi parliamo dei commercialisti.

Saviano forse ignora che i commercialisti costituiscono un ordine professionale regolato da un codice eticoRoberto Saviano, durante la trasmissione di Rai Due «Che tempo che fa», alla domanda del conduttore, che gli chiedeva, a proposito di usura, come fa la criminalità organizzata a trovare i propri «clienti» ha risposto: «Semplicemente segue il percorso dei soldi. A un certo punto, quando un’azienda inizia ad andare in crisi, loro avvicinano i commercialisti. E il commercialista, cioè una persona di cui ti fidi, spesso ti di ‘c’è quella società, c’è quella persona che è interessata’.

Quando non è quella strada, perché hai la fortuna di avere dei professionisti seri, ci sono moltissime altre strade: le banche, il consulente che ti dice di andare in quel posto piuttosto che in un altro».

Le frasi di Saviano, gravissime, quanto diffamatorie, raccolgono il concetto di mancanza di rispetto, oltre alla ignoranza più totale della realtà e delle normative specifiche vigenti.

L’Ordine professionale e il Codice etico
dei Commercialisti

Facciamo chiarezza, una volta per tutte. Il commercialista è un professionista che esercita l’attività regolata da un «ordine».

Gli ordini professionali  – Roberto Saviano forse l’ha dimenticato – esistono a garanzia e tutela dei cittadini e del nostro Paese, nascono e vengono regolati da Leggi ordinarie dello Stato che gli riconosce un’utilità sociale.

Agli iscritti si riconosce un’abilità superiore basata su conoscenze teorico-pratiche di tipo scientifico e un’autorità professionale. Il tutto regolato da un codice etico e deontologico.

Negli anni abbiamo assistito a un continuo depauperamento delle attività protette, quelle che potevano essere esercitate solamente dagli appartenenti all’ordine dei commercialisti.

Alcune attività sono state tolte a favore dell’esclusiva opera dei Notai, in particolare le scritture e gli atti riguardanti le aziende, come gli affitti e le cessioni delle stesse, ad esempio.

Il resto, dalla tenuta delle scritture contabili alla redazione delle dichiarazioni fiscali, possono essere svolte da chiunque.

Nascono così le sigle note come Ced, Caf, eccetera addirittura, qualche legislatore «illuminato» stava per dare la possibilità alle banche di elaborare le scritture contabili dei clienti.

Ora siamo arrivati al «miracolo» della fatturazione e dei corrispettivi elettronici… dovevamo trovarci liquidazioni e dichiarazioni «precompilate».

Peccato che le macchine non capiscono al di lá del dato inserito, non sanno se la mano, quella umana, l’ha digitato erroneamente.

Gli attacchi ingiustificati

La verità, quella che fa riflettere e che fa veramente male è l’attacco continuo ai commercialisti.

Il Commercialista è «umano» e come tale è capace di discernere il bene e il male, capire lo stato d’animo, le difficoltà del cliente.

È il professionista che spiega le norme, faticando per primo a comprenderle, ed è quotidianamente in campo per la legalità. Ricopre incarichi delicati, come Ctu, Periti e Curatori Fallimentari, ad esempio.

Il commercialista è quello che in alcuni casi assevera e certifica, assumendo tutte le responsabilità. È sempre presente, anche quando il cliente non lo può pagare. È presente oltre l’orario d’ufficio, senza alcun riposo.

Ah! I commercialisti sono circa 120mila e i loro nomi sono consultabili nei rispettivi albi territoriali. Gli altri, anche quando svolgono gli stessi compiti, non sono commercialisti.

Il ruolo della politica

Parliamo di evasione. L’evasione fiscale, di norma, non passa per gli studi. È frutto dell’incompetenza del legislatore, che dovrebbe farsi consigliare dai professionisti di settore, si proprio dai commercialisti.

Con il loro supporto, dovrebbe:

  • emanare leggi chiare e comprensibili.
  • diminuire la pressione fiscale.
  • eliminare la burocrazia
  • incentivare le attività imprenditoriali e professionali.
  • allentare la «morsa» dei controlli «intimidatori» e «oppressivi» su chi cerca di guadagnarsi onestamente da vivere, su chi crea posti di lavoro.

Poi ci può stare una mela marcia, quelle le troviamo dappertutto.

In un mondo dove siamo tutti schedati, tutti controllati la criminalità trova sempre il modo di stare a galla e di portare avanti gli affari. E mica usa la Fatturazione Elettronica o i pagamenti tracciati!

Una sola parola, alla fine, per condannare la distorsione e la denigrazione del lavoro indispensabile e onesto di una categoria professionale sotto attacco continuo e reiterato: vergogna!

Ernesta Cambiotti

 

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